L'ordigno doveva essere un avvertimento. E' quanto riferito il 27 agosto scorso ai pm da Antonio Passariello, nel descrivere la genesi dell'attentato a Sigfrido Ranucci del 16 ottobre 2025. Passariello  uno dei quattro esecutori materiali dell'azione dinamitarda, insieme al figlio Pellegrino D'Avino, alla nuora Marika De Filippis e a Saverio Mutone, con quest'ultimo che per ora ha scelto la strategia del silenzio.
L'uomo, che ha premuto il bottone che ha fatto esplodere la bomba, racconta: Quando Mutone mi mostr l'abitazione, avendo notato la presenza di due autovetture all'esterno, gli dissi che l'ordigno l'avrei piazzato vicino alla testa' (il vaso, in dialetto campano, ndr) (...) al fine di evitare danni alle due autovetture. Ma Mutone, che viene indicato quasi come il coordinatore dell'operazione, a suo dire lo corregge: Mi rispose che l'ordigno doveva essere un avvertimento' e che andava posizionato vicino al cancello dell'abitazione, cosa che io dovetti accettare. Secondo il racconto di Passariello, Mutone gli disse che il proprietario dell'abitazione era uno come noi (...) lasciandomi intendere che si trattasse di un pregiudicato che aveva fatto uno sgarro.
Interessante anche il passaggio in cui Passariello racconta che il figlio D'Avino gli diede due suggerimenti, che lui decise di non seguire. Quando Pellegrino su consiglio di Gomes (Clesio Tavares, ritenuto il mediatore tra Lavitola e i bombaroli, ndr) mi consigli di recarmi da tale avvocato Cola (lo studio che oggi divende Lavitola, ndr) mi rifiutai poich non mi fidavo; ugualmente rifiutai anche quando Pellegrino mi sugger, sempre su proposta di Gomes, di recarmi per un periodo all'estero.
Quel giorno ai pm ha parlato anche D'Avino, che ha definito una sceneggiata quell'azione perch nessuno doveva essere ferito o farsi male. D'Avino ha anche svelato che Lavitola era stato schiaffeggiato durante l'ora d'aria. Ieri Il Fatto ha provato a verificare l'episodio, smentito dal Dap. Dal carcere di Rebibbia, tuttavia, l'episodio viene minimizzato.
La direzione sta preparando una relazione da inviare al Dap. Non  chiaro il motivo per cui Lavitola sia stato aggredito e se questo sia successo pi volte.
L'ex faccendiere, considerato il mandante dell'attentato, non ha riportato gravi conseguenze ma  stato comunque visitato in infermeria.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
