Un Report senza Sigfrido Ranucci potrebbe danneggiare parecchio gli ascolti di Rai3. Ancora di pi nel caso di uno slittamento del programma a gennaio, saltando tutta la stagione autunnale.
Al di l di tutte le considerazioni, dal punto strettamente televisivo la tv pubblica non ci ha fatto un affare a silurare il conduttore del programma d'inchiesta pi seguito.
Perch sar assai arduo che Report, con un'altra conduzione, anche a rotazione, possa realizzare i numeri della passata stagione.
Con inevitabili ricadute anche sugli introiti futuri degli spot pubblicitari.
Nell'annata televisiva 2025/2026, infatti, il programma guidato da Ranucci si  attestato su una media stagionale dell'8,81% di share, con 1 milione e 639mila telespettatori a serata, secondo l'elaborazione dello Studio Frasi sui dati Auditel. Ma molto forte vanno anche le repliche, anche se quelle estive sono state tagliate.
Le puntate della scorsa stagione sono state 24, suddivise in due blocchi: 16 puntate da fine ottobre all'8 febbraio e altre 8 dal 12 aprile al 31 maggio.
E proprio l'ultima puntata di fine maggio  quella che ha registrato il picco pi alto, con quasi il 12% per 1 milione e 765 mila telespettatori.
Ma sono almeno 5 le puntate sopra il 10 per cento di share.

Se pensiamo che la media di Rai3 nel prime time  del 5,22%,  verosimile supporre che, se Report dovesse dimezzare gli ascolti oppure ritardare il suo esordio a gennaio, il terzo canale potrebbe scendere, anche se di poco, sotto la soglia del 5 per cento in prima serata.
Che non sarebbe il massimo per un canale gi in calo di telespettatori.
Sempre secondo i dati Auditel elaborati dallo Studio Frasi, la media giornaliera di Rai3 nella stagione 2025/2026 si  attestata al 6,45% di share, con una seconda serata ferma al 4,58%, mentre il fiore all'occhiello resta la fascia tra le 18 e le 20.30, con il 9,88%, quella in cui vanno in onda il Tg3 e i Tg regionali.
Una crisi di ascolti certificata dal sorpasso sul terzo canale da parte de La7 e pure di Italia Uno, che lo scorso anno nel prime time hanno registrato medie pari al 6,07% (la tv di Cairo) e al 5,28% (il canale Mediaset).

Ma in casa Rai forse gli ascolti non contano pi di tanto, visto che l'obiettivo dell'attuale governance sembra essere pi quello di voler normalizzare l'ex Telekabul, come sottolineato pure dall'amministratore delegato Giampaolo Rossi alla festa della tv di Dogliani. La7  una rete che  cresciuta moltissimo con un forte taglio culturale.
Prima questo ruolo lo ricopriva Rai3, che ora per  diventata un'altra cosa e quindi quel pubblico si  trasferito su La7. Questo  un successo che rivendico, perch Rai3 negli ultimi 15 anni era diventata il canale dell'ideologia, le parole di Rossi.
Quindi ecco un altro bell'affare per l'ex Telekabul: la normalizzazione di Report, che difficilmente porter spettatori in pi, ma rischia semmai di affossare un canale gi in crisi di identit e di ascolti.
Report, del resto, anche con lo spostamento la domenica  rimasto uno dei programmi pi seguiti della rete, insieme a Chi l'ha visto? (1,4 milioni di media) e a Un posto al sole.
Altri programmi in buona salute sono Lo stato delle cose di Massimo Giletti e Che ci faccio qui di Domenico Iannacone.
Altri invece soffrono: Newsroom di Monica Maggioni ha una media del 3,44% e Far West di Salvo Sottile s' fermato al 3,9%. Presadiretta di Riccardo Iacona  che durante l'anno si alterna con Report  raggiunge invece il 4,72% e 867.400 telespettatori di media.

