Il giornalista investigativo internazionale Sigfrido Ranucci interviene sull'indagine relativa a un caso di corruzione in Zimbabwe condotta da investitori italiani. E' il 5 luglio 2026: The Standard, giornale dello stato africano, pubblica un'intervista a Ranucci firmata da Kenneth Nyangani.
A scoprirla  stato Martino Villosio, inviato del Tg1, che nel suo servizio rivela: Il testo dell'intervista era stato anticipato da Ranucci a Lavitola in uno scambio di mail del 29 giugno. Dopo il servizio del Tg1, l'intervista  diventata irreperibile sul web ma  stata ripubblicata integralmente dal sito MowMag. Siamo a ridosso degli arresti che sveleranno a Ranucci e al Paese il ruolo di Lavitola nell'attentato a Ranucci: il 30 giugno vengono arrestati gli esecutori materiali dell'attentato e la sera del 4 luglio, poche ore prima della pubblicazione dell'intervista, Lavitola viene perquisito.
Il contenuto della conversazione merita di essere raccontato perch riguarda un settore molto caro a Lavitola, ovvero il carbon credit, sul quale ha da tempo investito proprio in Zimbabwe.
L'intervista sembra incorniciare uno scenario molto vicino a Lavitola: si accenna a un problematico socio zimbabwese legato a investitori italiani.
Nel testo si legge di un'inchiesta che Ranucci starebbe portando avanti nel settore del carbon credit e della corruzione in Zimbabwe (Kenneth Nyangani sostiene che una squadra di giornalisti investigativi di Report  pronta a partire per il paese africano). Si discute di un caso legato a investitori italiani e a un socio locale, titolare di una quota di minoranza che avrebbe inviato messaggi presentandosi come persona vicina al Presidente dello Zimbabwe, mentre venivano avviate azioni legali inizialmente ritenute con scarse probabilit di successo.
Ranucci conferma di aver contattato direttamente l'Ambasciata dello Zimbabwe in Italia e che l'Ambasciatore, pur essendo molto cortese, ha fornito una collaborazione limitata mentre un alto funzionario dell'Ambasciata si  dimostrato molto disponibile sostenendo che la persona che sostiene di agire per conto del Presidente sia in realt un impostore. In serata abbiamo chiesto a Ranucci se  vero che il 29 giugno abbia inviato a Lavitola il testo dell'intervista, l'eventuale motivazione di questa scelta e se fossero in corso inchieste giornalistiche di Report in Zimbabwe sulle societ che operavano nel carbon credit. Mentre scriviamo non abbiamo ricevuto risposta.
Il Fatto ha gi ricostruito che Lavitola nel maggio 2025 sta vedendo sfumare l'affare a cui teneva di pi, ovvero quello dei carbon credit, a causa delle nuove restrizioni antiriciclaggio disposte in Zimbabwe, dove attraverso la sua societ Future Awaits Holding, punta ad acquisire licenze per 96 mila ettari destinati alla generazione dei crediti di carbonio.
La situazione precipita il 29 ottobre 2025  due settimane dopo l'esplosione della bomba piazzata davanti al cancello di casa Ranucci  quando un importante partner straniero di Lavitola, la Kreston Zimbabwe, annuncia di voler abbandonare la collaborazione con la Future Awaits Holdings. Decisione presa proprio al termine di una serie di controlli antiriciclaggio imposti dallo Stato africano. Quattro giorni dopo Ranucci  al Cefal Bistro, il ristorante gestito dalla compagna di Lavitola, dove a cena incontra i soci italiani di Lavitola nell'affare carbon credit, Gianluca De Marchi e Fabio Mazzoni, che sono anche i datori di lavoro del figlio, Giuseppe Lavitola.
Ranucci ha spiegato di essere andato alla cena proprio per aiutare Giuseppe.
E ha anche chiarito di non sapere che tra i due Lavitola e i loro commensali, soci della Neutralia srl, gli affari fossero gi iniziati. Siccome a Report ci eravamo occupati del carbon credit ha detto Ranucci ho spiegato come si potevano fare le cose in modo regolare, evitando le truffe, affidandosi a societ di revisione serie e anche al monitoraggio di giornalisti indipendenti che conoscono il settore.
A dicembre Benjamin Chimutengo (gestore del progetto di Lavitola, De Marchi e Mazzoni in Zimbabwe) scrive a Kreston e alla societ di revisione Deloitte: Al dr. Lavitola  proibito dirigere, essere socio o partecipare direttamente o indirettamente a progetti carbon nel Paese.
Ha fallito i controlli antiriciclaggio-antiterrorismo. A marzo sar licenziato.
Ad aprile l'Alta corte di Harare lo reintegra.
A giugno Ranucci viene intervistato e invia il testo dell'intervista a Lavitola che, pochi giorni dopo, scoprir essere il mandante dell'attentato di cui  vittima.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
