MILANO Docenti che corrono da una scuola all'altra per completare l'orario anche se all'interno dello stesso istituto ci sarebbero pi ore libere a disposizione: il tetris tra personale “condiviso“ e orario scolastico sta dando non pochi grattacapi ai dirigenti e alle segreterie, ma soprattutto a chi ha scoperto solo nel momento in cui ha preso servizio di dovere insegnare persino in tre scuole differenti.
"Come ogni anno abbiamo segnalato le cattedre rimaste scoperte includendo i cosiddetti “spezzoni“ - spiega Anna Bertato (nella foto), preside dell'istituto comprensivo di via Maniago -. Un esempio: alla primaria, dove il contratto  di 24 ore settimanali, alcuni insegnanti hanno chiesto il part time al 50%. Nel mio caso quattro e quindi erano rimasti quattro “spezzoni“ da 12 ore". Ma il primo settembre non sono arrivati due insegnanti ma quattro che, per arrivare alle 24 ore, devono girare su pi scuole.
"Probabilmente partendo da una buona idea, ovvero quella di dare la possibilit a pi insegnanti possibili di avere le cattedre piene anche pensando a chi arriva da fuori regione e deve sostenere costi importanti per l'affitto, si  deciso di unire pi spezzoni - spiega la dirigente -. Ma il sistema informatico invece di accorpare le ore presenti nello stesso istituto, creando in questo caso due cattedre complete da 24 ore, conta quattro spezzoni diversi e divide le persone su pi scuole.
Nel mio caso tre docenti dovranno insegnare e spostarsi su due scuole e una addirittura su tre.
E menomale che sono abbastanza vicine, non oso pensare in altre province lombarde". Impossibile fare scambi tra scuole.
"Si crea cos un disagio che si protrarr tutto l'anno per loro e per gli alunni: le supplenze a scavalco tra pi istituti stanno creando complicazioni in tutti gli ordini di scuola". Si.Ba.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
