di Nicola Palma MILANO "Accompagnamento figli a scuola per una figlia malata di cuore documentabile". "Per motivi di salute di mia figlia". "Io uso la macchina per motivi di salute di mia figlia e la scuola dei miei figli". Tre motivazioni identiche per contestare con altrettanti ricorsi 65 verbali per ingresso illegittimo in Area B. Motivazioni che il 23 ottobre 2024 hanno convinto il giudice di pace a cancellare tutte le multe tranne la prima.
Motivazioni che non hanno invece convinto il Tribunale civile, che, chiamato in causa dal Comune in sede di appello, ha ribaltato il verdetto, condannando l'automobilista a pagare tutte le contravvenzioni.
La vicenda giudiziaria inizia tra il 24 maggio e il 3 luglio 2023, quando una donna residente nella periferia nord di Milano, fuori dal perimetro della maxi zona a traffico limitato vietata ai veicoli pi inquinanti e presidiata da 188 varchi, chiede la cancellazione di 78 verbali (in realt sono 65). La conducente non nega di aver commesso le infrazioni, ma si giustifica dicendo di averlo fatto per accompagnare a scuola la figlia malata; e deposita pure un certificato medico firmato dalla pediatra che ha in cura la figlia, che scrive: "La bambina  nata prematura affetta da cardiopatia congenita in cura presso il Policlinico.
Necessit di abitazione accessibile piano terra o primo piano, per affaticamento a salire le scale e prossimit presso un ospedale". Il giudice di pace le d ragione, confermando solo la prima multa e depennando dall'elenco le altre 64. Palazzo Marino presenta ricorso: l'avvocato dell'amministrazione spiega che le violazioni non possono essere archiviate come "errori scusabili", poich "l'opponente avrebbe potuto usare l'ordinaria diligenza o almeno leggere le informazioni riportate nella segnaletica ai varchi dell'Area B o consultare uno dei tanti strumenti informativi messi a disposizione dal Comune". E ancora: mancano anche "i presupposti per l'ipotesi derogatoria al divieto d'accesso prevista dal punto 4 dell'ordinanza sindacale numero 1906 del 2021, in base alla quale, previa registrazione e richiesta entro le ore 24 del giorno successivo, possono accedere in Area B i veicoli utilizzati per il trasporto di persone affette da gravi patologie e malattie rare che richiedono terapie salvavita, certificate dalla struttura sanitaria che eroga la prestazione all'interno del Comune di Milano". Tradotto: il provvedimento "non contempla la necessit di accompagnare a scuola la figlia affetta da patologia cardiaca". Non  finita.
Dagli accertamenti sulle singole contravvenzioni,  emerso che i divieti sono stati violati "presso diversi varchi, in giorni e orari diversi". Per quanto riguarda i luoghi di ingresso nella ztl, le telecamere hanno certificato i passaggi fuorilegge della macchina in zone lontanissime dall'abitazione della donna, di fatto dalla parte opposta della citt: via Baroni, via Ravenna, via Cassinis, via Spezia, via Passo Pordoi, via Sulmona, via Fabio Massimo, via Lodovico il Moro, via dei Missaglia, via dell'Assunta, via della Chiesa Rossa e via San Bernardo.
Senza contare che pure i momenti della giornata in cui l'auto  stata sanzionata (met mattinata e primo o tardo pomeriggio) sono risultati "incompatibili con l'orario scolastico presso l'ignoto plesso scolastico (mai indicato dalla donna, ndr), giacch qualora l'appellata avesse accompagnato tutte la volte la propria figlia a scuola, la localit e l'orario delle violazioni sarebbero stati approssimativamente i medesimi". Una tesi sposata dal giudice Roberto Pertile: "Appare evidente che, non sussistendo neppure astrattamente i presupposti per poter fruire della deroga al divieto di accesso alla ztl Area B, non ricorre nessun motivo di esclusione della responsabilit delle decine di illeciti". Detto questo, "l'assoluta distinzione tra le varie condotte, dimostrata tra l'altro dalla pluralit e molteplicit dei varchi e degli orari in cui furono commessi gli illeciti, esclude in radice l'applicabilit del cumulo formale: a ciascuna violazione deve perci corrispondere la sanzione di legge".
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
