di Nicola Palma MILANO Le foto sui profili social illustrano le tappe della vacanza in Lombardia: la gita in barca sul lago di Garda, la passeggiata a Sirmione, la corsa dei bambini per entrare a Gardaland, i viaggi in treno e l'immancabile selfie con il Duomo come sfondo.
Un viaggio che purtroppo la manager libanese ricorder anche per uno spiacevole fuoriprogramma.
S, perch marted pomeriggio la dirigente quarantacinquenne di un istituto di credito, che sta trascorrendo alcuni giorni di ferie in Italia con la sua famiglia,  stata rapinata di un orologio Patek Philippe in piazza Diaz; per fortuna, non ha riportato conseguenze fisiche e non ha avuto bisogno di ricorrere a cure mediche.
Ieri mattina la donna si  presentata nella caserma della stazione Duomo per sporgere denuncia ai carabinieri: stando a quanto messo a verbale, la manager  stata aggredita all'improvviso da un uomo che non aveva mai visto prima, che le ha afferrato il polso e ha strappato il cronografo del valore di 46mila euro.
Poi, sempre stando alla ricostruzione che la donna ha fornito ai militari, il rapinatore  scappato in sella a una bicicletta.
La segnalazione ha fatto subito scattare gli accertamenti degli investigatori dell'Arma, che, come sempre accade in questi casi, partiranno dall'analisi delle immagini registrate nei minuti del raid dalle numerose telecamere di sorveglianza che coprono quella zona centralissima della citt. Da capire innanzitutto se lo scippatore abbia agito da solo o se ci fossero altri complici in strada, che potrebbero aver pedinato con lui la vittima in attesa del momento giusto per entrare in azione.
I filmati potrebbero rivelarsi fondamentali anche per avere dettagli pi precisi sull'abbigliamento dell'aggressore e sulla via di fuga utilizzata per sparire nel nulla; senza contare che un eventuale frame con il volto del rapinatore potrebbe essere inserito nel software per il riconoscimento facciale, cos da rimandare una compatibilit pi o meno elevata con volti gi archiviati nelle banche dati.
Di solito, colpi del genere vengono messi a segno da bande specializzate di franco-algerini, che agiscono soprattutto nelle strade del Quadrilatero della Moda e che si muovono in maniera coordinata anche per diverse centinaia di metri.
Sempre con il bersaglio nel mirino.
In altri casi del recente passato, le indagini delle forze dell'ordine sui blitz con bottini a quattro o cinque zeri si sono concluse con l'arresto di giovani e giovanissimi nordafricani, che adottano modalit pi violente per depredare gli orologi di lusso.
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