CASOREZZO Ricordi, dolore, rimpianto, un affetto per Franco Baresi che sin da ora si annuncia immutabile, incancellabile.
I soci del Milan Club ''Nino Campetti'' di Casorezzo hanno raccolto in pieno l'appello del presidente Marco Campetti di indirizzare un messaggio entro il 31 agosto, a un mese dalla scomparsa del grande Capitano rossonero.
Fabrizio Alberton ha voluto ricordare con la citazione di un celebre verso di Ungaretti lo striscione apparso sulla curva di San Siro quando Van Basten, nel 1989, conquist il suo secondo Pallone d'oro, con Baresi nella piazza d'onore.
''Marco sei grande e d'oro ... ma l'argento ci illumina di immenso''. "E che vuoi dire in pi del Capitano -  il saluto accorato di Raffaele Maiellaro -, il “milanismo” si divide in prima e dopo la sua morte.
E' stato il fratello maggiore su cui potevamo sempre contare.
Impossibile scrivere altro, la morte del Capitano mi ha segnato… morta con lui una bella fetta di giovinezza". Maurizio Cascella ricorda quando vide per la prima volta in campo il Piscinin. "Non ero ancora maggiorenne e quel pomeriggio domenicale ero come sempre in curva sud, al secondo anello.
Quando entrarono le squadre vedemmo che Maurizio Turone era stato sostituito da una giovanissima riserva, eravamo quasi coetanei.
Mi chiesi chi fosse quel ragazzino che prendeva il posto del grande 'Ramon''. A San Siro, quel pomeriggio, entr in campo il pi grande difensore che abbia mai avuto la fortuna di veder giocare.
Buon viaggio, Capitano"'. "Certo -  il ricordo di Marco Campetti, figlio di Nino, presidente del Club - si potrebbe celebrare Franco per i suoi innumerevoli trionfi, per la grinta d'acciaio in campo e per quel legame indissolubile con i colori rossoneri, dimostrato nella buona e nella cattiva sorte.
Ma se devo scegliere un'unica immagine, capace di racchiudere tutta la sua grandezza, ripenso alla finale dei mondiali di Usa '94. Quel recupero a tempo di record dopo l'infortunio al menisco e la successiva, monumentale prestazione contro gli attaccanti brasiliani sono l'essenza stessa di Franco Baresi.
Una grandezza resa eterna dalla sua stessa umanit quando, dopo avere sbagliato il rigore,  scoppiato in un pianto liberatorio e doloroso.
In quelle lacrime c'era era tutta la passione di un uomo che ha dato tutto se stesso per il calcio.
E in quel momento che  diventato, per sempre, l'idolo indimenticabile di tutti i tifosi, non solo milanisti'" Gabriele Moroni.

