di Alessandro Salemi MONZA Dalle Dolomiti al Tempio della velocit, passando per una delle dimore pi eleganti della storia italiana.
E' un viaggio nel tempo, oltre che nello spazio, quello che oggi porta a Monza la Louis Vuitton Dolomites Classic Run: alle 18 le 22 auto d'epoca protagoniste della manifestazione arriveranno nell'avancorte della Villa Reale, trasformando per qualche giorno la Reggia in un museo a cielo aperto del classic motoring. La corsa  partita ieri da Villa Pisani, a Stra, nel Veneziano.
Quasi 600 chilometri attraverso la Riviera del Brenta e le Dolomiti, prima dell'approdo nella citt che ha fatto della velocit una parte della propria identit. Qui le vetture resteranno esposte al pubblico fino a domenica, proprio nel giorno del Gran premio di Formula 1, creando un ideale ponte tra l'automobilismo delle origini e quello contemporaneo.
La manifestazione segna il ritorno delle Classic Run di Louis Vuitton, nate negli anni Novanta e diventate appuntamenti di culto per collezionisti e appassionati di tutto il mondo.
Le protagoniste sono 22 automobili rarissime, selezionate dalle pi prestigiose collezioni internazionali.
Ad accoglierle ci sar anche una presenza speciale: nella Corte d'onore della Villa Reale sar infatti esposta la Itala 35/45 Hp del 1909, la celebre “Palombella”, appartenuta alla regina Margherita di Savoia, una delle prime donne al mondo a guidare e possedere un'auto.
Terminata la manifestazione, la vettura sar trasferita nella sala conferenze accanto al Teatro di Corte, dove rester visibile fino al 20 settembre.
Il legame fra Louis Vuitton e Monza, per, non si esaurisce nell'evento.
La maison francese ha sostenuto il restauro del grande orologio della Reggia e della facciata dell'ala Sud, interventi completati proprio alla vigilia dell'arrivo della Classic. Il quadrante ha conservato la grafica storica con i numeri romani, mentre sono state restaurate le decorazioni, riequilibrate le lancette e installati nuovi meccanismi.
Sono stati inoltre realizzati nuovi supporti strutturali per proteggere l'apparato dagli agenti atmosferici.
Restaurata anche la facciata dell'ala Sud, con il suo coronamento rettilineo e gli otto vasi ornamentali che incorniciano l'orologio.
E proprio quel quadrante racconta una storia che affonda le radici nell'Ottocento.
L'orologio oggi visibile fu realizzato nel 1839 da Antonio Torri.
Ma potrebbe avere un antenato ancora pi antico: nei disegni originari di Giuseppe Piermarini compare gi un orologio sul culmine della facciata.
Una suggestione che rende ancora pi simbolico l'appuntamento di oggi: mentre le auto d'epoca arrivano alla Reggia, anche il tempo torna a farsi vedere.
Domani le vetture entreranno invece in Autodromo.
Sar l'incontro fra l'eleganza del classic motoring e la tecnologia delle prestazioni moderne.
Poi la carovana proseguir verso Milano, dove il Castello Sforzesco ospiter la cerimonia conclusiva e la premiazione.
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Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
