di Dario Crippa MONZA Radicalizzazione ibrida.
Suprematismo e neonazismo, ma anche jihadismo.
Video di propaganda terrificanti.
Manuali su come produrre una bomba.
Un cartone autoprodotto in cui simulava un attentato.
Bandiere e vessilli neonazisti, un campionario un po' confusionario ma anche inquietante nelle mani di un ragazzino di 16 anni.
La polizia di Stato, nello specifico la Digos. della Questura di Monza e Brianza, coordinata dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, nell'ambito di un'attivit investigativa durata un mese e mezzo e diretta dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Milano, ha dato esecuzione nei confronti di un 16enne italiano residente in Brianza (zona Nord Est della provincia) alla misura cautelare del collocamento in comunit, disposta per gravi ipotesi di reato, tra cui l'autoaddestramento con finalit di terrorismo, oltre che per istigazione a delinquere e apologia del fascismo.
Un ragazzo di 21 anni, Zakaria Be Haddi, origini marocchine, era stato arrestato a giugno con accuse simili.
Stavolta il protagonista  quello che apparentemente era un bravo ragazzo.
Nessun precedente.
Iscritto in un istituto tecnico, ottime pagelle.
Figlio unico di genitori separati, italianissimo, trascorreva anche 12 ore al giorno, fino alle 5 del mattino, su siti internet suprematisti bianchi e jihadisti guardando video (veri) di prigionieri decapitati e bruciati vivi.
Se ne sono accorti gli investigatori della Digos di Monza.
Che hanno preso a monitorare quel ragazzo che si nascondeva dietro a un nickname e si scambiava materiale compromettente.
In camera da letto, in un angolino accessibile solo a lui, hanno trovato un coltellino con il fodero e la svastica.
Una fascia con simboli neonazisti e un passamontagna.
E sul web, le strategie e le tecniche per nascondere le tracce e non farsi scoprire.
Non sono bastati.
Perch gli investigatori sono arrivati fino a casa sua.
Lui ha reagito con stupore e poi si  chiuso nel silenzio mentre veniva portato in una comunit. Il ragazzino aveva dimostrato un progressivo interesse verso contenuti di carattere tecnico e operativo relativi ad armi, esplosivi, sostanze incendiarie.
Sono emerse ricerche su autori di stragi e come procurarsi armi da fuoco e munizioni.
Dalla perquisizione informatica, manuali e documenti, anche in lingua inglese e russa, tra cui la “Guida all'uccisione”; il “Manuale dell'odiatore”, “SIEGE - Assedio”, opera con richiami alla lotta armata e ai “lupi solitari”; la “Piroguida”, dedicata a esplosivi; “Bomba passo dopo passo - Perossido di acetone”, una guida illustrata; “Armi del combattente di strada”.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
