di Daniele De Salvo PADERNO D'ADDA Un ponte che divide, invece di unire, ancora prima di essere costruito.
Lo  il futuro nuovo ponte San Michele, tra Paderno e Calusco d'Adda: da una una parte i tecnici di Rfi, i governanti di Regione Lombardia e il ministro alle Infrastrutture Matteo Salvini, che hanno gi deciso di imperio dove verr costruito, cio accanto allo storico viadotto di fine Ottocento; dall'altra, sindaci di tutta la zona, amministratori locali, cittadini, imprenditori, volontari di associazioni, ambientalisti, proprietari di case e edifici che verranno espropriati e abbattuti, migliaia di persone che aderiscono alla rete Occhio al Ponte.
"Il punto non  la qualit delle proposte n il confronto tra le diverse soluzioni progettuali - spiega Chiara Bonfanti, portavoce della rete Occhio al Ponte, all'indomani della notizia che professionisti di tutto il mondo hanno elaborato una quarantina di idee progettuali nell'ambito del concorso internazione i cui temini scadevano a fine agosto -. L'obiezione sta a monte.
Il bando, infatti, ha indirizzato la progettazione verso la realizzazione del nuovo ponte a meno di 20 metri dal ponte San Michele, trasformando in un presupposto progettuale una scelta sulla quale non vi  mai stata una reale condivisione e nonostante le contrariet e le alternative espresse da tutti i sindaci dei comuni coinvolti". Non il come quindi, ma il dove: "Non si tratta di discutere, a valle, di come progettare al meglio un ponte la cui collocazione  gi stata fissata.
La questione  se quella sia la collocazione giusta". Aumento esponenziale del traffico, continuo passaggio di treni passeggeri e merci, espropri, strade di acceso inadeguate, scempi ambientale e paesaggistici, drastico peggioramento della qualit della vita per decine di migliaia di cittadini... sono i rischi, anzi le certezze da cui mettono in guardia gli attivisti delle Rete.
Non convince nemmeno un ponte promiscuo ferroviario e viario insieme, perch, in caso di problemi e chiusure, si verificherebbe una serrata totale dei collegamenti, come gi accaduto nel 2018 per il San Michele.
E poi resta l'incognita sulla sorte del vecchio ponte, un capolavoro dell'ingegneria industriale "gemello" della Torre Eiffel.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
