di Luca Pavanel MILANO Musica maestro, stavolta per la serie “Connessioni”: Afro-barocca.
Gi, proprio cos: domenica 6 settembre al Ciq (Centro internazionale di quartiere di via Fabio Massimo, a Milano; ingresso libero) dalle ore 19 va in scena un dialogo inedito tra violoncello e strumenti a corde e percussioni africane.
Con Caterina Dell'Agnello al violoncello), Dino Scandale alla kora e al kamale'ngoni e Sebastiano Morgavi alla kora e alle percussioni.
Insieme sono il Trio Dib, suonano brani tradizionali dell'Africa occidentale, perlopi. Una scelta tanto insolita quanto gustosa, da parte de La Risonanza, gruppo milanese arcinoto specializzato nel repertorio barocco.
La spiega il fondatore e direttore artistico de La Risonanza, nonch della sua stagione, Fabio Bonizzoni, organista e clavicembalista.
Come nasce questo recital cos originale per un gruppo filologico? "Da un'idea di Caterina Dell'Agnello, la nostra violoncellista, che ha coinvolto musicisti lontani dalla musica antica.
E' una proposta fuori dagli schemi abituali, che offriamo come apertura di stagione". Cosa l'ha colpita di questa contaminazione? "Di solito diffido dei “minestroni”. Qui, per, non si scimmiotta il barocco, ma si fa incontrare una musicista classica con due artisti immersi nella tradizione africana e nel jazz. Questa alchimia mi ha affascinato parecchio". Che struttura ha il concerto, c' molta improvvisazione? "La partenza  legata alla tradizione orale e ritmica africana.
I musicisti, poi, hanno rielaborato queste strutture lasciando grandissimo spazio alla libera improvvisazione del momento". Nel barocco storico c'era qualche eco di questo mondo? "All'epoca erano mondi lontani, ma penso al compositore francese Rameau e alla sua opera “Les Indes Galantes” (“Le Indie Galanti”), dove il celebre brano “Les Sauvages” richiamava anche le tradizioni africane". La contaminazione oggi porta un messaggio? "Se c' un messaggio,  questo: l'arte non vive di barriere, ma di apertura.
Quando ci si lascia contaminare ci si arricchisce;  un messaggio d'incontro e una vera filosofia di vita". Come gruppo siete noti pure per altri progetti... "Uno dei nostri progetti  il percorso dedicato al compositore Giuseppe Sammartini: milanese, vissuto a Londra, fratello di Giovanni, anche lui famoso musicista.
Proponiamo alcuni concerti l'anno su vari generi e a Natale i suoi “Concerti Grossi”". Quali sono i vostri prossimi impegni? "Avremo sei concerti prima di fine anno tra il Museo della Scienza, la Fabbrica del Vapore, l'Arsenale e le nostre consuete tappe nelle periferie, ad esempio al quartiere Stadera". Nuovi lavori? "Sto ultimando la registrazione delle famose “Variazioni Goldberg” di Bach, che usciranno in disco l'anno prossimo". Un consiglio per avvicinarsi al genere barocco? "Suggerisco “La Messa in Si minore” di Bach, “Dido and Aeneas” di Purcell e l'”Ottavo Libro dei Madrigali” di Monteverdi.
Opere eccelse, che danno senso alla vita".    RIPRODUZIONE RISERVATA.

