IN TRIBUNALE.
VENEZIA Venti giorni fa l'avevano arrestato con l'accusa di spaccio, gli avevano trovato in casa 36 grammi di cocaina e neppure un intero grammo di hashish. Lui si era difeso raccontando due versioni diverse: la prima volta aveva dichiarato che la droga non era sua, che al massimo bisognava parlarne con l'altro uomo che abitava in quell'appartamento, lui d'altronde non era che un ospite appena arrivato; poi aveva cambiato la sua storia, aveva ammesso di aver acquistato lo stupefacente per rivenderlo, i soldi gli sarebbero serviti per pagare un respiratore alla madre malata.
Tanto era bastato: il giudice Alberto Scaramuzza, recuperando le richieste del pubblico ministero Rossella Torrusio, aveva disposto la misura cautelare del carcere.
Ieri il tribunale del Riesame si  dimostrato di diverso avviso: come richiesto dall'avvocato difensore, il legale Marco Marcelli, ha scarcerato il 22enne tunisino e ne ha disposto invece il divieto di dimora in Veneto, riqualificando il reato di spaccio alla luce della lieve entit. Troppo poca la sostanza trovata nel magazzino dell'abitazione in calle del Pin, vicino a San Cassian. Il ragazzo straniero  quindi stato rilasciato, con il solo obbligo di tenersi alla larga dai confini della regione.
Gi.Co.
 RIPRODUZIONE RISERVATA.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
