L'INTERVENTO.
VENEZIA "Ho venti dipendenti e senza tavolini non posso rimanere per motivi di sopravvivenza". E' la dichiarazione resa da Domenico Stanziani e riportata nel verbale redatto dalla polizia locale durante l'intervento eseguito nel pomeriggio di ieri al ristorante Al Colombo.
Dalle 16.20 alle 17.03 una decina tra agenti e funzionari comunali ha proceduto alla rimozione coattiva di 17 piccoli tavoli, 35 sedie e un carrello di servizio, contestando un'occupazione di suolo pubblico di circa 35 metri quadrati.
Gli arredi sono stati quindi trasferiti in custodia temporanea al deposito comunale di Palazzo Contarini Mocenigo, come previsto dal verbale dell'operazione.
LUNGA STORIA.
L'operazione rappresenta un nuovo capitolo del contenzioso tra il ristoratore e il Comune di Venezia.
Il titolare ripercorre una vicenda che, a suo dire, affonda le radici nella ripartenza dopo la pandemia. "In questi ultimi anni del Covid ho raccolto oltre 45 sanzioni, per la maggior parte durante l'emergenza sanitaria, naturalmente tutti provvedimenti preimpugnati", afferma.
Ricorda quindi il 1 agosto 2025, quando, racconta, "avvenne la prima rimozione coattiva di tutto il plateatico", cui si aggiunge un intervento del 1 agosto 2026 e quello eseguito ieri.
Pur esprimendo tutta la propria amarezza, Stanziani precisa di non voler alimentare polemiche. "Oggi la chiamo la "Giornata dell'Open Table del Colombo". Non voglio offendere nessuno, che sia ben chiaro.
Siamo esseri umani", dice, aggiungendo che "per ben tre volte non ho percepito un senso di giustizia ma di morte".
IL PROGETTO PER LA BIENNALE.
Nel ricostruire la vicenda, il ristoratore torna agli anni della ripartenza dopo il Covid. "Tutto nasce con la ripartenza dal Covid, terribile nell'economia e nelle risorse umane, ormai disperse in altri orizzonti anche per i miei colleghi", racconta, ricordando il periodo in cui era stato consentito l'ampliamento dei plateatici.
Da quell'esperienza ha preso forma anche il progetto "Open Table", legato alla Biennale Architettura. "Siamo ripartiti con la Biennale Architettura, dove ho sensibilizzato tutti i padiglioni a incontrarsi in questo iconico campiello di Venezia, la Corte del Teatro.
Tre serate meravigliose all'insegna della libert, dell'uguaglianza e della pace", afferma.
E' in quel contesto che nasce il tavolo simbolo dell'Open Table e la t-shirt da un'idea di Domenico Stanziani. "Il tavolo  stato progettato dall'architetto Emanuele Mattutini e realizzato con un materiale impiegato anche per la costruzione di grattacieli e navette spaziali, mentre il quadro riprodotto sulla maglietta  stato sviluppato, su mia indicazione, dal fotografo Attilio Bruni", spiega.
Il progetto  stato raccontato anche nell'omonimo volume, (Open Table, La Toletta), pubblicato nel 2015 da Claudio Nobbio insieme ad Alessandro Stanziani, padre di Domenico, ispirato al principio del dialogo e del confronto.
La riflessione del ristoratore ha dato vita lo scorso mese anche a una maglietta commemorativa, che nelle sue intenzioni rappresenta un messaggio di memoria e resilienza.
Riproduce il progetto dell'Open Table: al centro Domenico Stanziani, ritratto in piedi sul tavolo simbolo dell'iniziativa, davanti a un pannello con schizzi e annotazioni che richiamano concetti come resistenza, leggerezza e flessibilit. Il ricavato della vendita sar devoluto a un'associazione impegnata a sostegno delle persone con autismo.
L'iniziativa  dedicata al nonno Domenico Pace Stanziani, cuoco nato l'11 novembre 1918, giorno dell'armistizio che pose fine alla Prima guerra mondiale, e alla 61 Biennale d'Arte, che il ristoratore definisce "l'unica isola felice". Infine, Stanziani conclude: "Come la Biennale d'Arte ha perso una compagna di viaggio fondamentale, l'Europa, nel percorso della pace, della libert e della giustizia, io non vorrei perdere un compagno di viaggio: il Comune di Venezia.
Attendo anch'io un altro giudice, forse l'ultimo, ma il mio viaggio per ora continua".
Federica Repetto.
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Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
