SANTA MARIA DI SALA.
Colpita da un tir, poi travolta da un furgone, devastata dalle ferite, morta sull'asfalto.
La tremenda sequenza che marted mattina  costata la vita a Mariama Barry potrebbe non corrispondere a quanto ricostruito nelle prime ore che hanno seguito l'incidente di Tre Ponti: il camionista della Bertoldero Autotrasporti aveva subito negato di aver investito la ventenne, e in effetti sulla carrozzeria del mezzo pesante non sono stati individuati segni evidenti che raccontino l'impatto.
La giovane di origini guineane, oltretutto, era affetta da anemia falciforme, mancamenti e malori improvvisi non le erano certo estranei - e la camminata sotto il sole fino alla rotonda di Stigliano potrebbe aver giocato un ruolo importante in questo senso.
Ecco perch, a ventiquattro ore dalla tragedia, la procura di Venezia ha deciso di approfondire l'accaduto: il pubblico ministero Giovanni Zorzi ha infatti scelto di richiedere un'autopsia sul corpo di Barry, e se neppure il medico legale potr facilmente distinguere l'origine delle ferite, distinguendo tra quelle causate da un furgone e quelle provocate da un tir, avr invece modo di verificare la presenza di eventuali aneurismi.
Un accertamento per conoscere finalmente la verit, anche se coster altri giorni di attesa alla famiglia della ragazza, che gi ieri aveva iniziato in qualche modo a celebrare il lutto, ma che dovr aspettare per fissare la data del funerale.
LE INDAGINI.
"Ho sensori di ogni tipo e telecamere di controllo: se avessi urtato un pedone sarebbe suonato tutto, me ne sarei accorto", assicurava l'autista della ditta di Quinto di Treviso.
Neppure la videosorveglianza stradale del Comune ha registrato nulla, ma per un altro motivo: il sistema infatti  scollegato, ancora da un guasto di mesi fa.
Ecco perch, oltre all'autopsia, sar necessaria anche la perizia dinamica sui due mezzi sequestrati.
I due conducenti che li guidavano sono entrambi indagati per omicidio stradale: qualunque sia la verit che emerger dalle analisi, l'iscrizione nel fascicolo  fondamentale per permettere ai due di nominare i propri periti di parte.
Intanto ieri, nella casa in cui Mariama viveva con i genitori e quattro sorelle in via Giotto a Stigliano, porte e cancelli erano aperte.
Un via vai di amici, parenti e conoscenti portava piccoli doni e segni di vicinanza alla famiglia, distrutta dal dolore.
Se la vent'enne verr sepolta a Santa Maria di Sala, non  ancora stato deciso: "Casa sua  qui, noi siamo qui", ha per precisato il padre, lasciando gi intendere quella che sar la loro scelta.
Tenere la propria "bambina" accanto a s.
Giacomo Costa.
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