IL PROVVEDIMENTO.
MESTRE L'avviso  comparso ieri pomeriggio sulla porta d'ingresso del bar La Cueva di via Piave 37: "locale chiuso per 20 giorni". A disporre lo stop  stato il questore di Venezia Antonio Sbordone, dopo che nell'arco di appena una settimana all'interno del bar sono stati arrestati tre spacciatori.
Tre interventi che rappresentano per soltanto l'ultimo atto di un'indagine portata avanti per settimane dalla polizia locale di Venezia, tra appostamenti, pedinamenti, appostamenti e controlli in borghese.
LE INDAGINI.
Il locale era infatti finito da tempo sotto la lente degli agenti.
Gi conosciuto come luogo problematico, nelle ultime settimane, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, sarebbe arrivato a rappresentare un vero e proprio punto di riferimento per lo spaccio della zona.
Tra gli avventori erano stati identificati soggetti con diversi precedenti, spacciatori e tossicodipendenti.
Le scene osservate dagli agenti erano spesso le stesse: clienti che entravano, si avvicinavano al bancone e poco dopo uscivano con la droga.
Non servivano appuntamenti o lunghe trattative: chi cercava una dose sapeva dove andare.
Gli agenti hanno osservato quei movimenti per giorni, identificando frequentatori e presunti pusher; poi sono passati all'azione con una serie di interventi mirati che, nell'arco di una settimana, hanno portato a tre arresti in flagranza.
ARRESTO CON SCONTRO.
Il primo risale al 25 agosto.
Erano circa le 17.30 quando gli agenti in borghese sono entrati nel bar dopo aver sorpreso un cittadino nigeriano mentre spacciava.
Alla vista degli operatori l'uomo ha tentato di sottrarsi al controllo e ne  nato uno scontro.
Tra spinte e resistenza, durante la colluttazione  finito in frantumi anche il vetro della porta d'ingresso.
Nessun agente  rimasto ferito e il pusher  stato infine immobilizzato e portato alla centrale del Tronchetto, dove ha trascorso la notte prima della convalida dell'arresto.
Nemmeno 24 ore pi tardi gli agenti sono tornati a La Cueva.
Questa volta a finire in manette  stato un altro cittadino nigeriano, sorpreso mentre vendeva alcune dosi a un cliente.
L'ultimo blitz  scattato luned scorso, 1 settembre.
Gli agenti stavano ancora una volta tenendo sotto controllo il bar quando hanno visto un tunisino scambiare della droga con del denaro nel mentre che usciva dal bar, camminando.
Sono intervenuti immediatamente e lo hanno arrestato.
Tre pusher, quelli arrestati in questi sette giorni, che sono tutti volti gi conosciuti dalle forze dell'ordine e fermati o denunciati pi volte in passato.
I PRECEDENTI.
Non  la prima volta che quella serranda viene abbassata per ordine della Questura.
La Cueva, conosciuta in passato anche come "bar Stella", era gi finita pi volte al centro delle cronache per episodi legati allo spaccio.
A fine giugno 2023, uno stesso spacciatore era stato arrestato addirittura otto volte all'interno di quel bar. Nello stesso periodo erano arrivate dai residenti altre sei richieste d'intervento per risse, liti e spaccio in strada.
Secondo quanto ricostruito allora dalle forze dell'ordine, il locale era diventato una base abituale per i pusher e un punto di riferimento per chi cercava droga; dalla cocaina alla marijuana fino all'eroina.
A raccontarlo agli stessi carabinieri era stato anche un consumatore arrivato appositamente da un altro comune della provincia: non aveva concordato alcun appuntamento, era semplicemente entrato nel bar e aveva acquistato una dose di eroina da una persona incontrata casualmente al bancone.
Sapeva che l avrebbe trovato ci che cercava.
Giorgia Zanierato.
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