LA REPLICA.
UDINE "Alberi, spazi di gioco e socialit non sono dettagli.
E' cos che si costruisce una citt pi viva e pi sicura". Cos la capogruppo di Spazio Udine, Antonella Fiore, replica alla leghista Francesca Laudicina che sul Docfap appena varato in giunta per il park di borgo stazione aveva detto, con sarcasmo: "Non vorrei che, ancora una volta, a Udine fosse pi semplice progettare i tavoli da ping pong che aprire i cantieri".
Risponde punto su punto Fiore, in difesa dell'assessore di riferimento Ivano Marchiol: "Fa sorridere, ma fino a un certo punto, sentire sminuire con sufficienza gli "alberelli" e i "tavoli da ping pong". Perch dietro quella battuta c' una differenza politica vera.
Noi pensiamo che un albero, (crea ombra), una panchina (invita a fermarsi), uno spazio dove ragazze e ragazzi possono giocare, o fare sport, abbiano un valore enorme.
Non sono decorazioni, sono strumenti di cura della citt".
Secondo Fiore,  proprio da qui che passa anche una parte importante delle politiche di sicurezza urbana.
"La sicurezza non si costruisce soltanto con i controlli.
Si costruisce anche facendo in modo che uno spazio non sia vuoto, abbandonato o percepito come estraneo.
Una piazza vissuta, un parco frequentato, un luogo che offre occasioni di incontro generano presenza, relazioni e attenzione reciproca.
Rafforzano la coesione sociale e rendono la citt pi sicura.
Liquidare tutto questo come poca cosa significa avere una visione molto limitata di cosa voglia dire governare lo spazio pubblico".
Sul Docfap di Borgo stazione, prosegue, " credo serva la stessa seriet. Nessuno sostiene che il progetto verr realizzato domani, e sappiamo bene che non vedr la sua completa attuazione entro questa legislatura.
Ma amministrare significa anche questo, non limitarsi a inaugurare ci che pu essere concluso in pochi mesi, ma costruire oggi le condizioni perch una trasformazione importante possa diventare realt negli anni successivi".
Per Fiore, il valore dell'atto approvato sta proprio nell'aver dato una prospettiva concreta a una parte della citt che da tempo attende una trasformazione profonda.
"Borgo Stazione ha bisogno di risposte strutturali e di una visione che tenga insieme riqualificazione urbana, spazio pubblico, mobilit, socialit e sicurezza.
Il Docfap non  il punto di arrivo, ma  un passo che indica una strada.
E credo che una buona amministrazione si misuri anche dalla capacit di lasciare progetti avviati, credibili e utili alla citt, anche dovesse essere qualcun altro a tagliare il nastro".
 RIPRODUZIONE RISERVATA.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
