IL REGOLAMENTO.
TREVISO L'intelligenza artificiale pu aiutare anche il Comune.
Ma tutti gli atti che incidono sui cittadini e sulle loro attivit devono e dovranno essere sempre verificati da un essere umano.
Cio da un funzionario.
A cominciare dalle multe.
Ma non solo.
A Ca' Sugana l'hanno messo in chiaro senza giri di parole nel nuovo regolamento per il corretto utilizzo degli strumenti basati sull'intelligenza artificiale, approvato marted dalla giunta Conte. "E' obbligatoriamente richiesta la verifica umana puntuale e preventiva per tutti gli output destinati a confluire in atti con rilevanza esterna - si legge - che incidono sui diritti, sulle libert o sugli interessi legittimi dei cittadini, come ad esempio provvedimenti finali, sanzioni, dinieghi, esiti di gare.
In tali casi, gli output generati dall'intelligenza artificiale devono essere considerati mere "bozze tecniche" preparatorie, da sottoporre ad attenta revisione critica".
In caso di provvedimenti considerati a basso rischio all'interno del processo amministrativo, invece,  sufficiente eseguire dei controlli a campione. "Per i processi interni a basso rischio o per le attivit di analisi e classificazione massiva di dati, come protocollo automatizzato, smistamento documentale, analisi statistiche preliminari - si specifica - la validazione umana pu avvenire "a campione", secondo percentuali statisticamente rilevanti, oppure intervenire "per eccezione", ad esempio quando il sistema segnala un basso livello di confidenza del risultato o rileva anomalie".
I DIVIETI.
Non mancano poi delle attivit del tutto vietate.
Tra queste, la creazione di profili attraverso l'intelligenza artificiale per valutare o prevedere il rischio che una persona commetta reati. "Nei casi specifici, l'utilizzo  consentito esclusivamente come supporto alla valutazione umana - si mette in chiaro - basata su fatti oggettivi, verificabili e direttamente connessi a un'attivit criminosa". Vietata anche la creazione di banche dati per il riconoscimento facciale.
Cos come l'identificazione biometrica remota in tempo reale in spazi pubblici.
Ma in questo caso con delle eccezioni.
La porta resta aperta in caso di ricerca mirata di persone rapite o scomparse, tratta di esseri umani o sfruttamento sessuale di esseri umani.
Se serve per la prevenzione contro atti di terrorismo.
E se  necessario localizzare e identificare una persona sospettata di aver commesso un reato, ai fini dello svolgimento di un'indagine penale o dell'esecuzione di una sanzione penale per reati specifici punibili con una pena di almeno 4 anni.
M.F.
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Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
