LE REAZIONI.
TREVISO "C' rabbia per quello che  accaduto, il problema  molto vasto, coinvolge un'intera generazione.
Una volta non era cos". I residenti e gli esercenti di San Zeno non hanno dubbi: c' un problema sicurezza nella zona dietro alla stazione.
L'accoltellamento di marted pomeriggio, in cui un sedicenne di origini sudamericane ha colpito ripetutamente un diciottenne trevigiano in via Manzato, ha scosso l'intero quartiere.
Per molti quest'ultima aggressione  il culmine di una serie di episodi violenti o criminali che non fanno altro che trasmettere una percezione: il quadrante non  pi sicuro, soprattutto dopo lo stop alla zona rossa.
I PARERI.
"Non mi sento affatto sicura di camminare in queste zone.
Neanche di giorno sono tranquilla". A dirlo  Martina, studentessa 18enne, coetanea del ragazzo ricoverato a Ca' Foncello, che tutti i giorni si sposta dalla propria abitazione di Preganziol, con il treno, per motivi di studio.
Dello stesso parere sono anche le persone pi anziane di San Zeno. "Non mi fido pi -  il pensiero di Antonio - a uscire di casa.
Brutto da dire, ma ormai  cos e quanto accaduto non ne  che la conferma". "Tutte le volte che passo vicino al sottopassaggio - prosegue un altro anziano della zona - vengo deriso da qualche ragazzino.
Dei giovani mi hanno anche rubato due biciclette.
Ho denunciato, ma  risultato tutto inutile". A pochi metri dall'accoltellamento, davanti all'edicola di via Terraglio, alcuni clienti dell'esercizio commentano la notizia appena letta sui giornali. "Abbiamo paura - concorda con un'amica una signora -. Quest'ennesimo fatto di cronaca ci spaventa molto". Dello stesso parere  Federico Mosconi, nato e cresciuto a San Zeno: "La situazione  molto grave.
Quando passeggio nella zona del sottopassaggio, per raggiungere il centro citt, mi imbatto sempre in persone poco raccomandabili.
Ho la sensazione che abbiano solo voglia di provocare i passanti.
Ma non hanno nulla da fare se non infastidire il prossimo? Inoltre ho diversi amici che parcheggiano sotto il cavalcavia: puntualmente le loro auto vengono rovinate.
Ora anche i ragazzini girano armati di coltello, cos'altro si pu dire? La situazione  degenerata negli anni". L'idea viene ripresa anche da una coppia di cittadini originari di Treviso ma che negli ultimi quindici anni hanno vissuto a Torino. "Io e mio marito siamo da poco tornati nella Marca - spiega Giuseppina Tommasicchio -. Abbiamo trovato una citt pi sporca e pericolosa rispetto a quando l'abbiamo lasciata.
So che per il quartiere girano delle ronde per garantire la sicurezza, per io di sera non mi muovo, esco di casa solo alla mattina.
Sicuramente qua si vive meglio rispetto alle grandi citt, per non avevo mai sentito di un accoltellamento tra ragazzi cos giovani".
LE ATTIVITA'.
L'area attorno a via Manzato  ricca di B&b, bar e altri negozi.
Claudio, titolare del Bar Europa,  molto preoccupato per quanto  accaduto: "Da quanto ho aperto l'attivit nel 2011 - afferma -  tutto cambiato.
Come gestore di un bar mi d molto fastidio venire a conoscenza, tutti i giorni, di episodi molto tesi". Simone Durante, dottore e farmacista de "Lafarmacia Della Zorza", e Giulia Casagrande, proprietaria del resident "Palazzo Brando" sono invece pi ottimisti. "La zona rossa ha sicuramente ridotto le situazioni di illegalit -  l'opinione del farmacista -, siamo per molto sorpresi e scossi per quanto  accaduto". "Non ho visto la scena, ma le telecamere dell'attivit hanno ripreso il tutto - spiega Casagrande -. Nel giro di tre minuti i ragazzi si sono incontrati, hanno litigato e si sono picchiati.
Credo non sia un problema di sicurezza di San Zeno, ma un vero disagio generazionale.
I ragazzi risolvono con la violenza ogni tipo di conflitto".
Enrico Loconsole.
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