IL CASO.
TREVISO La polizia lo ha individuato poco dopo l'agguato.
Era vicino al liceo Duca degli Abruzzi, in pieno centro, con altri quattro ragazzini che a loro volta si erano allontanati da San Zeno dopo aver assistito all'aggressione dell'amico, un 16enne di origini cilene, che al termine di un litigio con un ragazzo di 18 anni, scoppiato per un video pubblicato su una chat di WhatsApp dov'era nata una violenta discussione, marted pomeriggio, dopo avergli dato appuntamento a ridosso del cavalcavia, in via Manzato, lo ha colpito con quattro coltellate.
Solo per miracolo nessuno dei fendenti ha raggiunto organi vitali.
Il minorenne, incensurato,  stato arrestato per lesioni personali aggravate ed  stato condotto in un Centro di Prima Accoglienza, a disposizione della Procura del Tribunale per i minorenni di Venezia.
L'INTERVENTO.
Era stata proprio la vittima, barcollante e in una pozza di sangue, a chiedere aiuto a una volante di passaggio dopo l'accoltellamento, avvenuto marted pomeriggio lungo il Terraglio. "Per favore, aiutatemi, sono stato accoltellato" urlava il giovane, sentito anche da diversi passanti che gli hanno prestato i primi soccorsi prima dell'arrivo del 118.
NELLA CHAT.
Tutto  partito da un video inviato in una chat di gruppo su Whatsapp. Tra i membri, ci sono sia il 16enne che il 18enne protagonisti della violenza.
Video che ha subito suscitato reazioni contrastanti, tanto da far accendere una discussione dai toni sempre pi accesi.
I messaggi tra i due giovani si moltiplicano, fino a quando non decidono di vedersi di persona.
Quella che in un primo momento sembrava una banale lite si trasforma cos in un vero e proprio regolamento di conti.
I due si danno appuntamento vicino al cavalcavia di San Zeno, un punto vicino ad entrambe le abitazioni in cui vivono assieme alle loro famiglie, attorno alle 17.30. Nessun chiarimento, per: anche di persona, i due continuano a discutere fino a quando dalle parole non sono passati i fatti.
Ad un tratto, il 16enne estrae dalla tasca una lama e pugnala per quattro volte la schiena del rivale, per poi fuggire.
Assieme a lui ci sono altri quattro coetanei, ripresi dalle telecamere del residence l accanto: il gruppetto si dilegua verso via Bologni per poi svoltare verso il centro.
Nel frattempo, il 18enne ferito urla dal dolore.
Poi si trascina per alcuni metri.
Si ferma all'imbocco di via Manzato, dove crolla a terra per le profonde ferite.
E' in quel momento che una volante della questura passa in via Terraglio . Il 18enne chiede aiuto con le forze che gli sono rimaste: "Sono stato accoltellato", dice agli agenti fornendo le prime indicazioni su quanto accaduto. "Avevo le finestre chiuse ma le sue urla sembravano provenire dalla stanza accanto al soggiorno - racconta un'anziana residente di una palazzina affacciata alla via del fattaccio -. Mi sono affacciata alla finestra e ho visto questo ragazzo con il sangue ai piedi mentre si accasciava a terra". "Ha urlato per cinque volte - riferisce un'altra vicina -. Aveva lasciato una scia di sangue dietro di s. Continuava a dire che era stato accoltellato.
Ho subito chiamato l'ambulanza".
IL COLTELLO E LE FERITE.
Sul posto sono intervenuti anche gli specialisti della Scientifica che hanno effettuato i rilievi e raccolto i cocci di una bottiglia di birra, probabilmente utilizzata dal 18enne nel disperato tentativo di difendersi.
Mentre la lama insanguinata non  ancora stata trovata.
Il ferito, invece,  stato portato subito in ospedale.
Subito  stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico.
E nonostante abbia perso molto sangue e i fendenti abbiano colpito parte degli organi vitali, non  in pericolo di vita.
Le lesioni riportate hanno una prognosi di 45 giorni e attualmente si trova ancora ricoverato al Ca' Foncello di Treviso.
La sua famiglia, che abita poco distante al luogo dell'accoltellamento, non se la sente di parlare.
Ancora troppo lo sgomento per quanto accaduto marted sera e tanti restano i punti su cui bisogner fare luce.
Il 16enne, invece,  finito in manette per lesioni personali aggravate e su disposizione della Procura della Repubblica presso il tribunale dei minorenni di Venezia  stato trasferito in un centro di prima accoglienza.
Laura Paladin.
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