CROCETTA.
Guerra con San Don sulle casse di espansione di Ciano: "Ci mettono in pericolo e non risolvono i problemi". L'intervento del primo cittadino di San Don Alberto Teso, che rispondendo a una lettera inviata a inizio agosto da Lipu, Wwf e Italia nostra, si  chiaramente espresso a favore della realizzazione delle casse di espansione di Ciano, per "ridurre la pressione sugli argini che proteggono San Don e il basso Piave", ha suscitato a Crocetta una levata di scudi.
Del tema si era fra l'altro gi parlato in passato proprio a San Don, in un incontro cui era intervenuto anche il sindaco di Crocetta Marianella Tormena, assieme a vari rappresentanti del Comitato per la tutela delle Grave di Ciano.
IL PUNTO.
"Nei discorsi di Alberto Teso passa la solita idea -dice ora la Tormena- che chi  favorevole alle casse di espansione salva le persone, mentre noi le orchidee.
In realt il progetto che si sta portando avanti non risolve la questione, danneggia una vasta zona ricca di vigneti e colture, da Bigolino a Barche di Pederobba a Vidor e Moriago, facendoli andare sotto acqua". Non solo. "Il solo invaso delle casse di ciano, che ferma solo 30-35 milioni di mc non mette in sicurezza il basso Piave che necessita di poter trattenere oltre 100 milioni di mc e la dimostrazione sta nel fatto che l'autorit di distretto accompagna la progettazione delle casse a quella delle due traverse per arrivare a trattenere 100 milioni di mc tra Bigolino e Sernaglia.
Spostando di fatto il problema qualche decina di km pi a monte con l'aggravante dello scempio ambientale che laggi non ci sarebbe e della grandissima incognita del carsismo del Montello". E anche il Comitato per la tutela delle Grave  sul piede di guerra..."Come sempre non si ascoltano le ragioni che vengono esposte ma si snocciolano le solite tiritere o peggio si dicono cose assolutamente sbagliate -dice- Ad esempio i sindaci non hanno mai affermato di essere contrari ai bacini di laminazione in senso generale; non  vero che casse realizzate pi a valle siano meno efficaci (anzi  esattamente il contrario); va poi detto che chi si  preso il tempo di guardare l'ultimo progetto, ha ben chiaro che lo stravolgimento dell'area delle Grave di Ciano rimane significativo e interessa un'area molto pi estesa del primo progetto.
Purtroppo sfugge il tema della sicurezza per i paesi limitrofi alle casse di Ciano: l'ansa delle Grave non  artificiale: l'ha creata il Piave: gli serve". "Inoltre, nessuno ha dimostrato come si comporter il Piave quando non potr pi calmarsi nell'ampia ansa delle Grave, anzi ...nell'ultimo progetto abbiamo visto comparire un argine in sinistra Piave; nessuno ha dimostrato che il carsismo non sia un problema; nessuno ha dimostrato quali ripercussioni si avranno nelle falde, anche quelle che alimentano le risorgive della bassa pianura (Sile compreso); stiamo cercando la sicurezza di alcuni Paesi mettendo in pericolo (fino a prova contraria) la sicurezza di altri Paesi.
Le Associazioni che hanno inviato la lettera ai Sindaci ci ricordano che la sicurezza delle persone si garantisce anche attraverso la salvaguardia dell'ambiente: l'aria che respiriamo, l'acqua che beviamo, la tutela della biodiversit che ci preserva da squilibri che diventano minacce per le popolazioni".
Laura Bon.
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Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
