ADRIA.
Sul Punto Nascite l'Ulss 5 non commenta, Uil Fp e M5s invece incalzano, chiedendo chiarezza.
Un silenzio, quello dell'azienda sanitaria, che arriva mentre sul territorio cresce il confronto sul futuro del servizio e sulle modalit con cui la riconversione viene portata avanti.
La delibera rappresenta un passaggio concreto del percorso previsto dalla Regione per la struttura adriese.
Il provvedimento contempla la cessazione della funzione parto, la riallocazione del personale e l'orientamento delle partorienti verso gli ospedali di Rovigo e Chioggia.
Il quadro regionale prevede una riconversione progressiva dei Punti Nascite che non raggiungono gli standard previsti.
IL SINDACATO.
E' proprio sulle modalit con cui questa trasformazione viene gestita che interviene Cristiano Maria Pavarin, segretario generale della Uil Fp Rovigo. "Ancora una volta apprendiamo dall'Albo dell'Ulss 5 Polesana una scelta importante.
Conosciamo le regole e sappiamo bene che esistono norme e vincoli che devono essere rispettati.
Non  questo che contestiamo.
Quello che contestiamo, ancora una volta,  il metodo.
Proprio perch conosciamo le regole, ci auguriamo che la politica e le istituzioni, ciascuna per le proprie competenze, riescano a individuare una soluzione capace di garantire continuit al Punto Nascite".
Un obiettivo che, per la Uil Fp, riguarda l'intera comunit e non soltanto i lavoratori.
Il sindacato punta soprattutto il dito contro il metodo delle relazioni con la direzione generale, lamentando l'assenza di un confronto preventivo su una decisione destinata ad avere ricadute sull'organizzazione del lavoro. "Una scelta pu essere imposta dalla legge, ma le modalit con cui viene concretamente attuata possono essere governate - prosegue Pavarin - e quando una trasformazione produce ricadute sull'organizzazione del lavoro, sui dipendenti e anche sui lavoratori dell'indotto, il confronto con chi rappresenta quei lavoratori dovrebbe essere considerato una risorsa, non un semplice adempimento".
Da qui la richiesta di cambiare approccio. "La sensazione, ormai sempre pi evidente - afferma il segretario generale -  che questa direzione generale intenda confrontarsi con le organizzazioni sindacali soltanto quando e nella misura in cui ci sia strettamente previsto dalle norme e dai contratti".
Per Pavarin, invece, il confronto avrebbe potuto contribuire a gestire meglio una fase particolarmente delicata. "Sono convinto che confrontarsi con il sindacato su questo tema avrebbe prodotto risultati positivi.
Avremmo potuto rappresentare le esigenze dei lavoratori, evidenziare eventuali criticit e contribuire a individuare soluzioni organizzative".
LA POLITICA.
Sul fronte politico, intanto, il Movimento 5 Stelle concentra le critiche sul Comune e in particolare sul sindaco.
Secondo i pentastellati, gli atti ufficiali dell'Ulss 5 mostrerebbero una situazione diversa da quella prospettata nelle scorse settimane, quando il primo cittadino Massimo Barbujani aveva annunciato incontri istituzionali e manifestato l'intenzione di impegnarsi per salvaguardare il Punto Nascite. "Gli annunci e le rassicurazioni del sindaco vengono smentiti dagli atti ufficiali", sostiene Elena Suman. Nel mirino finisce soprattutto il contenuto della delibera.
Il Movimento, quindi, chiede al sindaco di spiegare ai cittadini quali risultati abbiano prodotto il suo impegno e quali iniziative concrete siano state assunte per contrastare il processo di riconversione. "Se davvero il sindaco era impegnato a difendere il Punto Nascite - sostiene Suman - deve spiegare perch, mentre dichiarava di volerlo salvare, l'Ulss procedeva formalmente verso la sua riconversione".
La richiesta  quella di conoscere anche quali interlocuzioni siano state avviate con la Regione e con l'azienda sanitaria, soprattutto quali risultati concreti siano stati ottenuti.
Intanto, mentre il confronto politico e sindacale prosegue, l'Ulss 5 mantiene il silenzio.
Guido Fraccon.
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