LA POLITICA.
ROVIGO (M.L.) Futuro Nazionale non governa a Rovigo, non governa ad Adria e non ha conquistato nemmeno un consigliere comunale con il proprio simbolo.
Eppure, paradosso della politica polesana di questa strana estate, il movimento di Roberto Vannacci sembra essere diventato il sole attorno al quale girano pianeti, satelliti e soprattutto indiscrezioni.
L'ultimo botto  quello di Luca Bellotti, entrato ad aprile e uscito cinque mesi dopo demolendo il progetto del generale.
Ma prima ancora dell'ex sottosegretario, Futuro Nazionale era gi riuscito a infilarsi praticamente in ogni fibrillazione politica rodigina.
In consiglio comunale a Rovigo il vessillo vannacciano  stato raccolto da Nello Piscopo, eletto con Fratelli d'Italia e poi transitato al gruppo misto.
Ma proprio Piscopo, dopo avere sparato a zero contro il sindaco Valeria Cittadin, si  trovato protagonista di un curioso cortocircuito: a smentirlo sono stati i suoi stessi vertici regionali.
Che, anzich affondare il colpo contro il primo cittadino, hanno preso carta e penna per difenderlo.
Un intervento che inevitabilmente ha fatto drizzare pi di qualche antenna.
Perch da settimane nei corridoi della politica rodigina rimbalza un'altra voce: quella di un possibile abboccamento tra Cittadin e il mondo di Vannacci in vista delle prossime elezioni politiche.
Il sindaco ha smentito incontri con il generale, ma ad agosto qualcuno assicura di averla vista alla Versiliana, proprio in occasione di un evento di Fn, cosa che aveva gi acceso il chiacchiericcio.
E la successiva difesa arrivata dai vertici regionali del movimento non  stata esattamente il modo migliore per spegnerlo.
Poi c' Adria, dove anche qui il movimento ha raccolto adesioni in corsa, pescando tra amministratori eletti sotto altre insegne.
E' questo il grande paradosso: Futuro Nazionale in Polesine, almeno per ora, ha molta pi presenza nel dibattito politico che nelle urne.
Non ha ancora dovuto misurare realmente la propria forza elettorale sul territorio, ma riesce gi a condizionare discussioni, posizionamenti e retroscena.
E proprio mentre sembrava in piena espansione arriva lo strappo pi rumoroso.
Bellotti non era soltanto un'altra tessera: era uno dei pochi nomi del movimento con un curriculum politico nazionale e rivendica di avere contribuito a raccogliere oltre 500 adesioni in provincia.
Ora se ne va parlando del rischio di un "Grillo 2".
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Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
