VILLADOSE.
In consiglio comunale, il 17 luglio, si era svolto un acceso dibattito sulla proposta della minoranza, con una mozione per l'istituzione della commissione Pari opportunit. La mozione  stata bocciata dopo numerosi interventi sia da una parte che dall'altra.
I consiglieri di minoranza ora spiegano di aver trasmesso al Dipartimenti per gli Affari interni e territoriali del ministero dell'Interno e alla Prefettura una richiesta di valutazione amministrativa su quella seduta del consesso.
"Ci sono momenti in cui le scelte di un consiglio comunale raccontano pi delle parole pronunciate nelle commemorazioni e nelle giornate dedicate alla lotta contro la violenza sulle donne - sottolineano i consiglieri - La locciatura della proposta di istituire una commissione Pari opportunit  derivata dal solo fatto che  stata presentata dalla minoranza.
Questa arriva in un contesto segnato da femminicidi che continuano a riempire le cronache e a ricordare, con una drammatica frequenza, quanto la violenza di genere sia ancora una ferita aperta nella nostra societ. Le donne vittime di violenza sono cos tristemente note che ne ricordiamo i nomi: Giulia Cecchettin, Tania Terrin, Giulia Lazzari tra quelle pi vicine geograficamente".
IL SENSO DELL'ATTO.
Una commissione Pari opportunit non avrebbe potuto risolvere da sola un fenomeno tanto complesso, ma avrebbe rappresentato uno spazio istituzionale permanente per affrontare discriminazioni, violenza di genere, prevenzione e cultura del rispetto. "La bocciatura - continuano i consiglieri - solleva interrogativi che vanno oltre il singolo voto: quale priorit viene attribuita, a Villadose, alla parit e al contrasto alla violenza? E quanto le istituzioni locali sono disposte a trasformare le dichiarazioni di principio in strumenti concreti? Pu una mozione essere respinta solo perch a presentarla  il gruppo di minoranza?".
La richiesta non riguarda "l'esito della votazione, n contesta il diritto della maggioranza di respingere una proposta - continuano - al centro dell'iniziativa, invece, ci sono il corretto esercizio delle prerogative dei consiglieri comunali, il ruolo delle mozioni e i rapporti istituzionali tra maggioranza e minoranza".
Secondo la minoranza il dissenso non sarebbe emerso sul merito della commissione, ma sulla scelta di formalizzare la proposta attraverso una mozione della minoranza. "Nel corso del dibattito il sindaco Pierpaolo Barison ha definito, come da verbale, l'iniziativa una sgradita "azione di forza"" affermando che normalmente, quando la minoranza presenta una mozione, "la maggioranza la boccia - proseguono i consiglieri di opposizione - ha inoltre dichiarato che la mozione  fatta per obbligare il sindaco a farlo, per vedere chi  pi forte.
Il confronto non era tra chi voleva la commissione e chi non la voleva.
Il punto  diventato il percorso, chi dovesse assumere formalmente l'iniziativa e portarla al voto del consiglio.
Non contestiamo il risultato, ma ci chiediamo se sia corretto considerare la presentazione di una mozione della minoranza come "un'azione di forza" e condurre il consiglio comunale senza garantire un clima disteso e disponibile che metta a proprio agio tutti i componenti.
La mozione  uno degli strumenti in mano alla minoranza e noi abbiamo intenzione di esercitarlo pienamente".
Mirian Pozzato.
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Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
