LA GRANDE CRISI.
PORDENONE Electrolux, ripartono i tavoli tecnici.
Focus sul costo del lavoro e attese per un cambio di rotta del piano.
Oggi riprende la trattativa con due giornate di confronto tecnico la seconda sar domani che dovranno chiarire finalmente uno dei nodi centrali della vertenza con la multinazionale svedese che in Italia conta 5 stabilimenti e 4.500 occupati, che ha annunciato 1.719 esuberi, la chiusura della fabbrica di Cerreto d'Esi e la delocalizzazione di alcuni dei prodotti realizzati in Italia, ovvero il recupero del gap competitivo legato al costo del lavoro.
E' il punto che, nelle parole dei sindacati, "interessa direttamente noi" e sul quale si attendono indicazioni precise dall'azienda.
"Mi auguro che si cominci a discutere soprattutto il tema del recupero del costo del lavoro, che  necessario per capire dove l'azienda vuole andare a parare", dichiara Gianni Piccinin, segretario della Fim Cisl Fvg. La posizione  netta: non saranno accettate ipotesi di tagli alle retribuzioni, n sul salario n sul premio di risultato.
Una leva possibile, secondo i sindacati,  l'organizzazione del lavoro, l'altra  in mano al governo.
Tra le ipotesi circolate, e gi sperimentata a Porcia, c' il turno unico esteso a tutti gli stabilimenti, una soluzione che l'azienda considera utile ad aumentare i volumi, ridurre i costi e recuperare produttivit.
Il clima alla vigilia, per, non  dei pi ottimistici.
Piccinin riconosce che l'aumento dei volumi registrato in queste settimane, e che spinge l'azienda ad attivare 25 contratti a termine, "non  inaspettato", perch storicamente Electrolux ha sempre avuto oscillazioni stagionali, ma questo non cambia la sostanza: gli esuberi previsti dal piano restano, anche se "oggi non ci sono". A Porcia l'idea di concentrare la fabbrica sulle lavatrici da 1214 kg non convince: "E' un mercato inferiore rispetto alla classica lavatrice, non abbiamo la certezza dei volumi", spiega.
E aggiunge un elemento chiave: la fabbrica thailandese, a cui sarebbero destinate le lavasciuga oggi prodotte a Porcia, "a met autunno dovrebbe essere pronta per recepire qualcosa", ma non tutto.
Gianluca Ficco, coordinatore nazionale Uilm per Electrolux, si dichiara "non molto fiducioso.
Finch non vedo un cambiamento importante dell'azienda,  difficile". Il piano da 1.700 esuberi, ricorda,  "abbastanza confuso" e le spiegazioni fornite finora "non hanno logica". L'approfondimento di due giorni potrebbe servire a verificare se intervenendo su energia, materie prime, logistica e organizzazione esistono le condizioni per rivedere drasticamente il piano.
Il contesto internazionale non aiuta.
Ficco richiama il finanziamento ottenuto da Electrolux in Brasile per sviluppare prodotti innovativi e sostenibili, mentre in Europa dice le imprese devono competere con regole produttive stringenti mentre le stesse regole non si impongono sui prodotti importati.
C' poi tensione in diversi stabilimenti Electrolux, anche a Susegana dove le Rsu hanno proclamato tre giorni di sciopero, un'ora e mezza alla fine di ogni turno, per protestare contro la richiesta dell'azienda di aumentare il gettito produttivo di una linea, ipotesi prevista dall'accordo del 2023 ma solo a fronte di "maggiori volumi". L'agenda dei prossimi giorni  fitta: domani il secondo appuntamento tecnico; il 24 nuovo incontro tra azienda e sindacati; entro met ottobre il ministro Urso dovr riconvocare le parti per un confronto politico.
A questo si aggiunge l'appuntamento del 24 settembre a Bruxelles, gi programmato, che porter la vertenza Electrolux anche sul tavolo europeo.
Elena Del Giudice.
 RIPRODUZIONE RISERVATA
