SAN VITO.
La crisi dell'automotive europeo continua a produrre effetti pesanti sulla componentistica, e la vicenda dello stabilimento Brovedani di Modugno - destinato a non riaprire - ne  l'ultimo segnale.
Lo ha ribadito ieri mattina l'assessore regionale alle Attivit produttive, Sergio Emidio Bini, intervenuto in videoconferenza al tavolo convocato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, sulla situazione del Gruppo che ha sede a San Vito al Tagliamento e presidi produttivi anche in Slovacchia e Messico.
"Le imprese della componentistica soffrono le ripercussioni della forte difficolt che sta attraversando il settore automotive", ha affermato Bini, indicando, tra le cause, "la crescente pressione competitiva cinese" e "gli effetti di alcune scelte di politica industriale dell'Unione europea", che hanno accompagnato la transizione verso l'elettrico "senza un'adeguata tutela della competitivit del sistema produttivo europeo". Una cornice che sta mettendo sotto stress l'intera filiera, soprattutto quella meccanica, dove i margini sono pi stretti e la dipendenza dai grandi committenti  totale.
"Brovedani ha fornito assicurazioni sulla centralit, anche nel futuro, del sito di San Vito al Tagliamento", ha spiegato Bini. "Qui si  gi concretizzato il trasferimento di produzioni e macchinari provenienti da altri stabilimenti europei del Gruppo: un elemento che conferma il ruolo strategico che la sede sanvitese pu continuare a svolgere".
Un messaggio importante per un territorio che conosce bene il valore storico dell'azienda, nata proprio a San Vito nel 1947 e diventata, negli anni, un riferimento internazionale della componentistica meccanica.
La situazione di Modugno, invece, resta complessa.
Come emerso ieri al Tavolo occupazione della Regione Puglia: il sito barese - aperto nel 1995 - ha perso l'unico committente, Hitachi, che ha comunicato di "non aver pi bisogno della produzione dello stabilimento". Senza ordini, la fabbrica non ha pi attivit da svolgere.
Brovedani ha spiegato di voler concentrare gli investimenti su San Vito, per difendere la tenuta complessiva del gruppo in un mercato che sta attraversando una contrazione storica, aggravata da concorrenza cinese, aumento dei costi delle materie prime e assenza di adeguati strumenti di sostegno nazionali ed europei.
Bini, da parte sua, ha ribadito che la Regione "segue e monitora con grande attenzione l'evoluzione del piano industriale e delle operazioni di investimento gi avviate", nella convinzione che "il rafforzamento e la diversificazione delle produzioni rappresentino la strada corretta per tutelare l'occupazione e la produzione". Una strategia che, per San Vito, appare gi in corso: il gruppo ha illustrato il percorso di diversificazione avviato rispetto alla tradizionale specializzazione automotive, con nuove opportunit in comparti ad alto contenuto tecnologico.
Elena Del Giudice.
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