FIUME VENETO.
Un gatto "salvato da morte certa" e un caso di avvelenamento e percosse.
I fatti risalgono ad alcuni giorni fa, e a raccontarli  un'abitante della frazione di Bannia di Fiume Veneto, che ha riportato la triste storia direttamente su Facebook, segnalando un caso che fa rabbrividire. "Vivo a Bannia e sento il dovere di condividere ci che  accaduto - cos esordisce Serena, l'autrice del post -. Sono venuta a sapere, tramite dei vicini, che il loro gatto, un micio affettuoso e buono con tutti,  stato avvelenato e se non bastasse, anche bastonato".
L'INTERVENTO.
"Per "fortuna" l'hanno trovato ancora vivo - continua Serena -, e sono riusciti a portarlo d'urgenza dal veterinario.
Ora questo gattino certo  vivo e fuori pericolo, ma fatica a fare due passi.
Un dolore immenso". In merito alla triste storia, la proprietaria ha presentato denuncia contro ignoti alla stazione locale dei carabinieri.
L'ALTRO EPISODIO.
La signora poi prosegue: "Purtroppo non  tutto.
Ho vissuto in prima persona un episodio spiacevole: ho un cane molto affettuoso (solo un gran "chiacchierone" che abbaia alle bici). Era in giardino, con i cancelli chiusi, come sempre sottolinea Serena -. Alcuni ragazzini, avranno avuto dodici o tredici anni, si sono avvicinati al cancello e hanno iniziato a urlare, infastidendo volontariamente il mio cane.
Alla fine era spaventato e senza colpe: questa aggressione di parole e grida, si  trasformata in paura.
Per fortuna ho visto i ragazzi dalla finestra, sono uscita di casa e sono riuscita a fermarli, mantenendo la calma ma con fermezza, ho detto loro di lasciare in pace il mio cane e se ne sono andati.
Mi chiedo, come si pu vivere con la consapevolezza che nel proprio paesino ci siano persone capaci di tanta crudelt? Fare del male gratuito ad animali ingenui, buoni, che non possono difendersi?".
IL FENOMENO.
Le risponde Cristina, sempre sui social, facendo un'ipotesi: "Saranno gli stessi ragazzini che lanciano bottiglie di vetro (di birra) nel parcheggio del nido/asilo a Bannia.
C' tanta ignoranza e noia.
Lo vedo a scuola dove lavoro.
Mi chiedo dove siano le famiglie.
Mi auguro che le istituzioni intervengano". "Non mi capacito che ci sia tanta cattiveria - aggiunge Elisa -. Mi chiedo anch'io dove sono i genitori di questi ragazzini.
Sono spesso assenti perch la societ ci porta a lavorare e non tutti hanno la possibilit dell'aiuto dei nonni".
L'APPELLO.
"Io credo che possiamo essere tutti genitori anche con i figli degli altri - continua Elisa -. Se li vedete commettere qualcosa che non va, fermatevi a parlare con loro, chiedete loro i nomi, chiedete perch si comportano cos, magari un po' di timore ce l' hanno, ma  un azione che pu essere di aiuto al genitore (ignaro dei fatti accaduti). Tutti abbiamo fatto le "bischerate", ma l'importante  non superare un certo limite.
Se conoscete i genitori parlatene anche con loro, magari hanno bisogno di supporto (a volte i ragazzini si fa fatica a gestirli). Oppure chiamare i vigili, segnalando questi episodi e loro faranno le dovute ispezioni.
Non siate indifferenti.
Piccole azioni per un mondo migliore". In Italia, il maltrattamento dei gatti e cani, e di altri animali  punito dal Codice Penale (articoli 544-bis e ter), con pene inasprite dalla Legge 6 giugno 2025, n. 82 (nota come legge di riforma dei reati contro gli animali).
Mirella Piccin.
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