IL CASO.
PORDENONE Il Tar del Fvg d ragione al circolo di Pordenone dell'Unione degli atei e degli agnostici razionalisti contro il Comune, che per mesi aveva negato all'associazione l'uso del logo Verso capitale italiana della cultura 2027. La sentenza annulla cos il diniego firmato dal sindaco Alessandro Basso.
E' la quarta sentenza del Tar Fvg in un mese e mezzo contro un provvedimento del sindaco, dopo le tre che avevano annullato l'ordinanza di abbattimento della cornacchia di via Damiani.
Il caso comincia lo scorso agosto, quando l'Uaar chiede il logo per il ciclo di incontri Diritti, Ultima Frontiera: il Comune risponde di no il 10 settembre, con una motivazione generica.
Il 28 settembre l'associazione presenta una seconda domanda, per l'iniziativa Open Minds' Corner, incontri settimanali di conversazione in inglese su temi civili.
La richiesta resta inevasa per mesi, tra un sollecito a fine ottobre e una diffida legale a novembre, fino al diniego del 13 dicembre: stavolta il Comune parla di "indeterminatezza dei contenuti". L'Uaar ripresenta l'istanza a gennaio 2026, dettagliando ogni incontro.
Dopo un nuovo sollecito a febbraio, arriva la risposta definitiva: il logo non spetta perch i toni e i contenuti del manifesto d'intenti dell'associazione non sarebbero coerenti con i programmi del Comune.
Le linee guida sul logo, approvate dalla Giunta nel luglio 2025, assegnano la decisione al dirigente dell'ufficio cultura.
A firmare il diniego, sentita la Giunta,  invece il sindaco: per il Tar sta proprio qui il primo vizio, perch la gestione del logo non  un atto politico e sottrarla all'ambito tecnico costituisce eccesso di potere.
Il secondo motivo di accoglimento riguarda il merito del diniego.
Il Comune, scrivono i giudici, non ha bocciato l'iniziativa proposta ma il soggetto che la proponeva.
Un esito definito dal Tar "di fatto censorio", lesivo della libert di espressione e in contrasto con i principi di laicit e imparzialit dell'azione amministrativa.
L'Uaar deposita il ricorso al Tar il 15 maggio; venuta a conoscenza del contenuto della delibera di modifica delle linee guida lo integra poi con motivi aggiunti.
L'udienza, presieduta da Carlo Modica de Mohac di Gris, si tiene il 17 luglio. "I magistrati hanno evidenziato che la concessione del logo non  un'attivit politica e non pu essere gestita come atto di indirizzo politico: sottrarre tale scelta alla competenza tecnica del dirigente costituisce un grave eccesso di potere", ha commentato Loris Tissino, coordinatore del circolo di Pordenone. "Non possiamo che essere soddisfatti per l'annullamento di questa arbitraria censura che colpiva, come scrive il Tribunale, non la proposta ma il soggetto proponente", ha aggiunto il segretario nazionale Roberto Grendene.
Per il Tar "non vi pu essere cultura senza pluralismo di idee". Concedere "il monopolio del potere autorizzatorio" a chi rappresenta un solo orientamento politico o religioso significherebbe "negare in radice il concetto stesso di cultura; e anche quello di democrazia".
Commentando la sentenza i consiglieri dem Conficoni e Tomasello hanno invitato la Giunta a prendere "atto del provvedimento", abbandonando la "dannosa ideologia antidemocratica" e garantendo piuttosto "il pluralismo, affinch Pordenone non sia capitale della censura".
Maria Beatrice Rizzo.
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