LA SITUAZIONE.
PADOVA Sono almeno due al giorno (una quindicina a settimana, secondo i dati dell'ospedale) gli accessi di bambini e ragazzi con problemi di natura allergica.
Un dato allarmante, secondo gli specialisti, che mostra come questo genere di disturbi abbia una diffusione ormai molto ampia, tanto fra gli adulti quanto fra i pazienti pediatrici.
Le cause, secondo le ipotesi pi accreditate, sono molteplici e comprendono sia una componente genetica, legata alla predisposizione individuale e familiare, sia fattori ambientali e legati agli stili di vita.
I DATI.
Il dato sugli accessi, tuttavia, fotografa soltanto la punta dell'iceberg di un fenomeno molto pi ampio: in et pediatrica circa un bambino su quattro (25%) presenta almeno una manifestazione allergica.
Concretamente, si parla di 5.500 bambini e ragazzi tra zero e 14 anni nella sola provincia e 25.500 in tutto il Veneto.
A occuparsi di questi pazienti, a Padova, sono due centri.
Quello locale  l'unit di Allergologia dell'Azienda Ospedaliera, diretta dal dottor Mauro Cancian, che effettua circa 4mila visite l'anno e ha in cura circa 900 pazienti, dei quali 200 con malattie rare.
C' poi il Centro di specializzazione regionale per le allergie alimentari, diretto dalla professoressa Antonella Muraro.
Si tratta di un centro di terzo livello, istituito dalla Regione Veneto nel 2004, che prende in carico pazienti per lo pi complessi provenienti dal territorio regionale e da tutta Italia.
Ogni anno vengono effettuate circa 6mila visite e sono seguiti continuativamente circa 3mila pazienti con allergie alimentari, respiratorie e cutanee.
Il Centro padovano lavora proprio sulla presa in carico globale dei pazienti, con una quipe multidisciplinare che comprende anche una dietista e una psicologa specializzate nelle allergie alimentari.
L'obiettivo non  soltanto curare il sintomo, ma accompagnare il bambino e la famiglia nella gestione di una malattia che pu condizionare tutta la vita sociale: a scuola, nello sport e, ovviamente, per l'allergia alimentare in tutte le numerose occasioni in cui si condivide del cibo, dalla festina di compleanno alla mensa del lavoro.
L'INSORGENZA.
Le allergie possono comparire gi nei primi anni di vita.
Quelle alimentari sono spesso le prime a manifestarsi, in genere il primo e il terzo anno di et. Solitamente, le allergie respiratorie e cutanee compaiono in un secondo momento, ma comunque nella prima infanzia.
Il percorso, per, non  uguale per tutti e un bambino pu sviluppare nel tempo pi forme di malattia allergica: quelle alimentari, ad esempio, possono sparire spontaneamente con la crescita ma un 30% permane e frequentemente evolve con lo sviluppo di altre manifestazioni allergiche.
La maggior parte dei pazienti seguiti dal Centro regionale che ha sede a Padova ricade proprio in questa situazione.
I SINTOMI.
Schematicamente, le allergie si dividono in tre filoni: quelle a carico apparato respiratorio (come oculorinite, difficolt respiratoria, asma); a carico del distretto cutaneo (dermatite atopica e da contatto) e infine a carico dell'apparato gastrointestinale, come le allergie alimentari.
Si va da manifestazioni modeste, come qualche starnuto o una congestione nasale occasionale, fino a ostruzione persistente delle vie respiratorie, broncospasmo, asma e congiuntiviti importanti.
Anche le manifestazioni cutanee possono essere sottovalutate, soprattutto nei bambini piccoli, quando una dermatite viene considerata un disturbo destinato semplicemente a passare con la crescita.
Proprio la banalizzazione dei sintomi pu ritardare l'individuazione della causa scatenante del disturbo.
Eppure la diagnosi precoce  fondamentale: un intervento tempestivo permette di controllare i sintomi, migliorare la qualit della vita e soprattutto cercare di interrompere quella che gli specialisti definiscono la progressione della malattia allergica.
L'allergia alimentare, infatti, come gi detto pu rappresentare l'inizio di un percorso nel quale compaiono successivamente altre manifestazioni, comprese quelle respiratorie.
Silvia Quaranta.
 RIPRODUZIONE RISERVATA.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
