L'ARRESTO.
PADOVA Urlava "Allah Akbar" brandendo un grosso coltello nei pressi della stazione ferroviaria.
Solo il pronunciamento di questa frase, che richiama gli attentati terroristici o atti violenti messi a segno dagli estremisti islamici, ha subito creato il panico tra le persone presenti e i pendolari che, alle 8.50 di marted, hanno visto questa persona girare per il piazzale armato ed in preda ad una sorta di delirio psichico.
L'uomo, un gambiano di 27 anni, risulta in effetti avere diversi precedenti ed essere pericoloso.
Gi da minorenne era stato arrestato ad Enna nel 2016 per sequestro di persona a scopo di estorsione.
Con due suoi coetanei extracomunitari aveva rinchiuso all'interno di un ufficio ben sette dipendenti di un centro di accoglienza sbarrando le porte e barricandosi dentro.
E l'anno successivo era stato indagato in stato di libert per violenza e minaccia a pubblico ufficiale e tentata violenza sessuale nei confronti di un'operatrice sociale della comunit dove era ospitato.
Era pericoloso, bisognava fermarlo.
LA DIRETTISSIMA.
Allertata una pattuglia di polizia che transitava nella zona il 27enne, che ha opposto resistenza ferendo anche un poliziotto,  stato bloccato e portato in questura.
Processato per direttissima, l'uomo avrebbe dichiarato di portare con s l'arma "per difendersi dal male". Il giudice, visti anche i suoi precedenti, ha convalidato l'arresto in flagranza per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e porto abusivo di armi e ha emesso una condanna a 10 mesi di reclusione, concedendo l'espulsione.
Cos il questore Marco Odorisio ha disposto il collocamento al centro di permanenza per il rimpatrio di Gradisca d'Isonzo, da dove poi partir per far rientro al suo Paese d'origine.
I FATTI.
La pattuglia delle Volanti gi si trova nelle vicinanze della stazione in uno dei soliti controlli di vigilanza rafforzata, quando viene fermata da uno straniero in monopattino che segnala la presenza di un uomo armato di coltello con fare minaccioso che cammina sotto il porticato della stazione.
In soccorso subito arrivano gli agenti dell'Unit operativa Pronto Impiego della questura per fermare il sospettato.
Una volta individuato, la polizia gli intima di lasciare il coltello, ma il gambiano lo lascia cadere a terra proprio tra i suoi piedi, pronto a riafferrarlo in ogni momento.
Una situazione che ha fatto scattare l'intervento immediato degli agenti per immobilizzarlo ed evitare che potesse compiere gesti pericolosi per s e per gli altri.
Ma l'uomo inizia a divincolarsi e a mostrare un atteggiamento aggressivo, tanto che nella colluttazione con la polizia provoca un'escoriazione al gomito e ad una mano di un agente che  dovuto ricorrere alle cure mediche.
I COMMENTI.
"Importante  stata la tempestivit e immediatezza dell'intervento dei dispositivi di controllo del territorio della Questura - commenta il questore Odorisio che hanno consentito di individuare prontamente e bloccare una persona armata di un grosso coltello.
Determinante la segnalazione del cittadino che, si  rivolto e ha raccontato ai poliziotti gi presenti in zona ci che stava accadendo".
"Questo episodio dimostra quanto siano fondamentali la presenza degli operatori sul territorio, la loro professionalit e la capacit di intervenire in pochi istanti davanti a una situazione potenzialmente molto pericolosa -  la dichirazione di Maurizio Ferrara, segretario regionale Fsp Polizia di Stato Veneto, rivolgendo il plauso agli operatori delle Volanti e dell'Uopi nell'operazione ad alto rischio Se quella mattina una pattuglia non fosse stata nelle immediate vicinanze - aggiunge - i tempi di intervento sarebbero potuti essere completamente diversi.
Questo  il punto: la sicurezza non pu essere affidata soltanto alla professionalit e al sacrificio dei singoli operatori.
Servono uomini, mezzi e una presenza costante sul territorio".
Federica Broglio.
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