FALCADE.
Ventiduesima edizione della rassegna delle malghe della val Biois: " Se Desmonteghea" di scena venerd 25, sabato 26 e domenica 27 settembre con grandi novit. Infatti oltre ad essere una grande festa dedicata al ritorno dai pascoli alti dei vari animali, quest'anno sar una edizione che racchiude in se anche un aspetto culturale, storico e folkloristico particolare legato al Carnevale de le vai, ovvero alle maschere particolari dei vari carnevali che si tengono nelle vallate dell'Agordino.
Sempre dunque qualcosa di nuovo e di interessante legato alla cultura e alla storia del territorio viene proposto in questo appuntamento di fine settembre che continua ad attirare una massa di turisti tanto da far registrare anche quest'anno il tutto esaurito nelle strutture ancora aperte, e allo stesso tempo mobilita un'intera valle per migliorare i servizi e gestire nel migliore dei modi l'assalto di migliaia di spettatori.
L'organizzazione  sempre dell'Unione ladina Val Biois- Gruppo folk Val Biois in collaborazione con, Comune di Falcade, Promo Falcade e molti altri sodalizi di volontariato.
Una festa che anche quest'anno presenter il tendone enogastronomico con piatti tipici, la sfilata degli animali dei pascoli alti assieme a una moltitudine di figuranti che creano una stupenda coreografia lungo le strade di Falcade.
IN PROGRAMMA.
Tra i vari appuntamenti di questa tre giorni, "conosciamo i nostri Malgher", sabato 26 alle ore 14,30 e la conferenza dedicata ai carnevali arcaici delle valli agordine con la presentazione del libro di Lucio Rizieri e l'intervento di Cesare Poppi, domenica 27 alle ore 10. Come sempre ci sar la fiera dedicata all'artigianato e ai prodotti tipici con 120 espositori e molti momenti musicali con gruppi e bande della zona dolomitica.
Ma la manifestazione "Se Desmonteghea", senza nulla togliere al fattore turistico e alla sua ricaduta economica, non pu e non deve perdere il principale aspetto per la quale Danilo Marmolada, che la ide tanti anni fa, la propose e la realizz assieme all'Union Ladina val Biois ovvero dedicare una festa mettendo al centro dell'attenzione questi uomini e donne che ancora oggi salgono in estate negli alpeggi di alta montagna per svolgere questo lavoro gravoso di monticazione, necessario per continuare a mantenere puliti e mantenuti questi luoghi che mettono al riparo anche da eventuali calamit i territori situati a valle.
E questo messaggio la manifestazione lo conserva ancora e non vuole snaturarlo, per diventare una semplice festa folkloristica senza anima.
Dario Fontanive.
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