Momenti terribili, un attentato a Taormina e alla sua bellezza.
Andrea Rifatto.
Taormina.
"E' stato un momento terribile, ma grazie ai residenti e ai soccorritori siamo salvi: se le cose fossero andate diversamente non avremmo pi una casa e se la responsabilit di tutto questo  di natura dolosa,  riconducibile a mascalzoni senza scrupoli che avrebbero ammazzato i nostri cari anziani della casa di riposo Carlo Zuccaro". Il pensiero di Paola Costa, taorminese residente in via Gaetano Martino, riassume quello di tanti cittadini che hanno visto le fiamme arrivare dietro la porta di casa durante il devastante incendio di marted e che adesso contano i danni lasciati dal passaggio del rogo.
Il timore ora  che alle prime piogge i terreni attraversati dal fuoco possano subire frane e smottamenti, con ulteriori danni al territorio e alle infrastrutture.
Un incendio che ha attraversato aree che conservano anche la storia di Taormina e le sue antiche origini.
"Conosco molto bene le contrade Zappulla e Sant'Antonio  racconta Dino Alberto Rapisarda, archeologo di Letojanni  per via delle mie ricerche archeologiche sulla ricostruzione e l'individuazione dei tracciati degli acquedotti di et romana della citt. L sono concentrati moltissimi dei resti degli acquedotti B e C, custoditi dalla natura, tra l'erba alta e gli alberi di eucalipto, in zone impervie che pochi riescono a raggiungere.
Adesso il fuoco ha completamente cancellato la flora che rendeva quei luoghi cos ameni e il paesaggio  spettrale  evidenzia  tutto sembra morto ma il passato no, rimangono ancora l dopo pi di mille anni (gli acquedotti si datano a partire dal II sec. d. C.) le murature ed i canali, impassibili come ad aspettare un altro assedio dopo quello delle truppe saracene.
Penso che il cuore di una comunit stia nella sua storia e le testimonianze del suo passato fanno parte di esso e finch saranno presenti e vive nel territorio il cuore (di Taormina) continuer a battere.
Sono state informate della situazione  assicura Rapisarda  le autorit competenti della tutela del patrimonio archeologico".
Il sindaco Cateno De Luca ritiene necessaria una risposta che non si limiti alla gestione dell'emergenza ma si attui con un'azione concreta sul fronte della prevenzione e una visione complessiva e strutturale della gestione e della tutela del territorio: "La Sicilia non pu continuare a subire le conseguenze del cambiamento climatico e le angherie dei piromani senza reagire  ha commentato ieri  con una nuova strategia organica che parta dai sindaci e coinvolga tutti i soggetti istituzionali che hanno precise responsabilit nella gestione del territorio, dall'assessorato regionale del Territorio e dell'Ambiente all'assessorato dell'Agricoltura, dall'assessorato delle Autonomie locali al Dipartimento regionale della Protezione civile.
E' indispensabile prevenire gli incendi e i conseguenti fenomeni di dissesto idrogeologico attraverso un nuovo modello di gestione del territorio che attribuisca ai sindaci nuove competenze e, parallelamente, rafforzi il settore forestale, sia attraverso la riqualificazione e la stabilizzazione del personale, sia attraverso la dotazione di strumenti e tecnologie adeguate per il monitoraggio ambientale.
Proporr un disegno di legge che persegua queste molteplici finalit".
De Luca ha annunciato un incontro per il 18 settembre, al Palacongressi di Taormina, al quale inviter il presidente della Regione, gli assessori regionali al Territorio e Ambiente, all'Agricoltura e alle Autonomie locali, i dirigenti dei Dipartimenti regionali competenti, compreso quello della Protezione civile, i parlamentari regionali, i segretari regionali dei partiti, Anci Sicilia, Upi Sicilia e tutti i sindaci siciliani, assieme a tutte le organizzazioni sindacali dei lavoratori forestali e alle associazioni datoriali del mondo agricolo.
