Gioia, l'addio con l'amaro in bocca della consigliera intimidita.
Domenico Latino.
GIOIA TAURO.
Un clima politico sempre pi deteriorato, il venir meno del dialogo e un confronto istituzionale che, secondo la consigliera di minoranza Luigina Pedull, avrebbe progressivamente lasciato spazio ad attacchi personali e contrapposizioni.
Una situazione che, a suo giudizio, avrebbe finito per rendere impossibile un'attivit consiliare realmente propositiva. "Si tratta di una scelta meditata a lungo, maturata nel silenzio di questi ultimi mesi durante cui ho assistito con crescente sconcerto al deteriorarsi del clima politico e civile all'interno della nostra amministrazione", afferma Pedull che rivendica di aver sempre considerato il confronto un elemento imprescindibile della democrazia e aggiunge "ho sempre creduto che il confronto delle idee, per quanto acceso, fosse la linfa vitale della democrazia, il sale della politica.
Purtroppo, questo spazio si  progressivamente prosciugato, lasciando il posto a una dinamica che reputo profondamente dannosa per la nostra comunit".
La consigliera punta quindi il dito contro la perdita di un autentico dialogo istituzionale. "Da tempo si  persa l'abitudine al dialogo costruttivo" sostiene, spiegando che "ogni qualvolta si  tentato di portare un contributo critico o di avanzare una proposta alternativa, il dibattito  scivolato inevitabilmente sul piano personale.
Gli attacchi non si sono limitati alle idee, ma hanno assunto i contorni di offese gratuite che hanno coinvolto, a tratti, anche la sfera personale e familiare". E' proprio questo, per Pedull, il punto di maggiore distanza rispetto alla propria idea di politica. "E' un metodo che non appartiene alla mia concezione della politica e che, temo, abbia finito per avvelenare il pozzo del confronto, creando spaccature e contrapposizioni che nulla hanno a che fare con il bene della citt". Nel passaggio pi duro della sua riflessione, la consigliera richiama una serie di episodi che considera indicativi della situazione raggiunta dal confronto consiliare. "Molti gli episodi indegni in sede consiliare, molti gli atti formali ingiustificati, come la decadenza e il reintegro del consigliere La Rosa, molte le uscite dell'amministrazione a discredito di altre realt della Piana, anche in tempi non recenti, moltissime le condotte che hanno svilito il vivere democratico ed il confronto costruttivo". Ma c' un episodio che Pedull individua come particolarmente emblematico: la frase "ti massacro" pronunciata in aula. "L'episodio simbolo di questa deriva  stato, per me, l'utilizzo in aula della frase ti massacro, un'espressione che, al di l delle intenzioni di chi l'ha pronunciata, suona come un monito inquietante e sancisce l'impossibilit di un dialogo civile". Un episodio che, nella lettura della consigliera, assume un significato pi ampio e rappresenta il sintomo di un modo di fare politica che avrebbe ormai superato la normale contrapposizione tra maggioranza e opposizione.
Il risultato, secondo Pedull, sarebbe una citt sempre pi divisa. "Questo modo di fare politica, fatto di sterili contrapposizioni, ha contribuito a dividere e contrapporre la nostra stessa citt, allontanandola da quella prospettiva di unit e sviluppo che tutti auspichiamo". Da qui la scelta di lasciare il proprio scranno, che la consigliera interpreta non come una rinuncia all'impegno civile, ma come una questione di coerenza con i propri principi.
