Ipab Lucifero e Gigliopoli Il Consiglio mette a fuoco una situazione critica.
Andrea Italiano.
Un patrimonio consistente, ma in buona parte improduttivo o abbandonato, contenziosi, crediti da recuperare e debiti.
E' il quadro della Fondazione Lucifero emerso nel consiglio comunale convocato, su richiesta della minoranza, per fare il punto sulla situazione amministrativa, gestionale e patrimoniale dell'Ipab e i rapporti con l'associazione Il Giglio, promotrice del progetto Gigliopoli.
Dopo quasi tre ore di dibattito, per, non  stata raggiunta una sintesi.
La conferenza dei capigruppo ha deciso di riconvocare il Consiglio per condensare in un documento comune gli elementi emersi e individuare una soluzione.
Tra le ipotesi, il superamento della gestione commissariale e il ritorno a una governance ordinaria, con la nomina di un nuovo CdA.
Un punto, quello della gravit della situazione dell'Ente, sul quale il dibattito ha registrato una sostanziale convergenza.
Anche il commissario straordinario della Fondazione, Francesco Mangano, nella sua dettagliata relazione, ha ricostruito le condizioni dell'Ipab al momento del suo insediamento e le criticit ancora aperte.
Affitti oggetto di contenzioso, alcuni immobili in cattive condizioni, fabbricati da recuperare, terreni abbandonati e crediti non riscossi: secondo il commissario, una parte consistente del patrimonio non produce reddito, mentre altre entrate potenziali non vengono recuperate.
E una situazione debitoria di rilievo.
Mangano ha rivendicato tutte le iniziative avviate in questi anni, dal progetto relativo al parcheggio di Capo Milazzo alla vendita di terreni e al recupero dei crediti, soffermandosi sulle disposizioni statutarie e le condizioni che avrebbero determinato la decadenza del passato CdA.
Ma proprio sulla gestione commissariale sono arrivate le critiche.
La consigliera Lydia Russo ha sostenuto che, dopo oltre 2 anni, il risanamento non si sarebbe concretizzato, sostenendo che la situazione finanziaria dell'Ente non sarebbe migliorata.
Russo ha difeso il progetto Gigliopoli, ritenendolo coerente con le finalit della Fondazione.
Una posizione condivisa anche dalla consigliera Alisia Sottile, secondo la quale Gigliopoli rappresenta un valore aggiunto e non pu essere indicata come causa delle difficolt dell'Ipab. "Gigliopoli non pu essere il capro espiatorio delle difficolt in cui versa la Fondazione Lucifero", ha concluso Russo.
Sulla necessit di una gestione ordinaria si  soffermata anche Sottile, che ha indicato nella ricostituzione di un CdA il primo passo per ridare stabilit all'Ente e consentirgli di tornare a svolgere pienamente la propria funzione sociale.
I numeri del passivo, oltre due milioni, sono stati richiamati anche da Lorenzo Italiano, che ha evidenziato la necessit di distinguere le difficolt economiche della Fondazione dall'attivit di Gigliopoli e dal rapporto che il progetto mantiene con la citt. Critico anche Giuseppe Russo, secondo il quale il quadro emerso non offrirebbe le condizioni per proseguire senza interventi immediati.
Santi Sara ha sollecitato il commissario a individuare soluzioni per il risanamento, ricordando che la Fondazione dispone di un patrimonio che potrebbe consentire il rilancio dell'Ente e la tutela delle sue attivit sociali.
Il sindaco Pippo Midili ha posto la questione anche sul piano della legalit e del rispetto dei compiti della Fondazione.
A suo giudizio, il Comune deve tornare a svolgere un ruolo centrale nella vita dell'Ipab, recuperando una funzione che, a suo giudizio, negli anni non  stata esercitata fino in fondo.
Midili richiama i contenziosi e le difficolt nel mantenimento degli equilibri di bilancio, riferendo dei contatti avuti con l'assessorato regionale per la questione della governance.
Tra le proposte, la riduzione a TRE dei membri del CdA.
Affronta il rapporto tra Fondazione e Gigliopoli in merito alla necessit di soluzioni che assicurino la prosecuzione dell'attivit almeno sino a fine anno.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
