Occupazioni di demanio sulla costa a Montepaone  Sotto accusa in diciassette.
MONTEPAONE.
Prima erano comparsi i sigilli tra muri, cancelli e giardini affacciati sul lungomare, ora, a distanza di oltre un anno, l'inchiesta sulle presunte occupazioni del demanio marittimo di Montepaone arriva alla chiusura delle indagini preliminari per 17 persone.
Al centro del fascicolo ci sono tre porzioni di terreno, complessivamente estese per 896 metri quadrati, che secondo la Procura sarebbero state sottratte all'uso pubblico e trasformate in pertinenze di fabbricati privati.
Il caso era esploso nella primavera del 2025, quando lungo il waterfront avevano cominciato a fare capolino i nastri bianchi e rossi della Guardia costiera.
Adesso uno dei filoni giudiziari arriva al 415 bis. Le contestazioni riguardano tre distinte aree sul lungomare.
La prima misura 385 metri quadrati e, secondo l'ipotesi accusatoria, sarebbe stata delimitata da una recinzione in muratura sovrastata da una ringhiera metallica e annessa a un fabbricato.
All'interno gli investigatori hanno individuato un giardino, un pozzo, un'area barbecue, una fontana e un manufatto utilizzato come deposito.
Parte dello spazio risulterebbe inoltre pavimentato e coperto da una struttura in legno.
La seconda occupazione contestata interessa 141 metri quadrati, anch'essi delimitati da muro e ringhiera e trasformati in un giardino con alberi e siepi.
La terza riguarda invece 370 metri quadrati, racchiusi da una recinzione in muratura e utilizzati in parte come superficie pavimentata e in parte come giardino.
L'ipotesi di reato formulata, a vario titolo e in concorso,  quella prevista dagli articoli 54 e 1161 del Codice della navigazione: occupazione arbitraria di spazio demaniale marittimo in assenza di concessione.
Secondo la procura, attraverso le recinzioni sarebbe stato impedito l'uso pubblico delle aree, di fatto incorporate nelle propriet confinanti.
Gli accertamenti richiamati nelle contestazioni risalgono a un periodo anteriore e prossimo al 4 marzo 2025, data che coincide con l'avvio della stagione dei provvedimenti poi comparsi sul lungomare.
Nell'avviso di conclusione delle indagini il pubblico ministero evidenzia che gli elementi raccolti escludono, allo stato, di procedere con una richiesta di archiviazione.
Non si tratta per di un rinvio a giudizio n di un accertamento di responsabilit. Le 17 persone coinvolte hanno ora venti giorni per prendere visione del fascicolo, depositare memorie e documenti, chiedere ulteriori accertamenti o essere interrogate.
Soltanto dopo la valutazione delle eventuali iniziative difensive la Procura decider come procedere.
sa.am.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
