L'Anassilaos varca la soglia esplorando il rito e il mito.
D.
alla tragedia attica al Canto della Sibilla, patrimonio dell'Unesco.
Duemila anni di riti, oracoli e messinscene ripercorsi dall'associazione culturale Anassilaos nell'evento Varcare la soglia.
Un salotto tra rito e mito. Intrigante aperitivo della trentottesima edizione del Premio Internazionale Anassilaos, la serata  svoltasi al Circolo del tennis Rocco Polimeni  annovera i saluti istituzionali di Igino Postorino, presidente emerito del Polimeni, e di Stefano Iorfida, alla guida dell'Anassilaos e si sviluppa in un dialogo appassionato e itinerante tra studiosi e pubblico, storie, di sibille, riti, musiche messinscene e reinterpretazioni contemporanee fino alla voce conclusiva del canto liturgico medievale.
Diversi i contributi: per il Dipartimento di Civilt Antiche e Moderne dell'Universit di Messina, la prof.ssa Mariangela Monaca; per il Liceo Campanella-Preti-Frangipane, la dirigente scolastica, Lucia Zavettieri; per il Liceo Scientifico Leonardo da Vinci, la dirigente scolastica Antonella Borrello e il prof. Amos Martino; per la delegazione Ibico dell'associazione Italiana di Cultura classica di Reggio il presidente Alessandro Albanese.
A cura di Domenico Colella e dello stesso Iorfida sono stati, inoltre, letti al pubblico i messaggi di saluto della dirigente del Liceo Scientifico Alessandro Volta Maria Rosa Monterosso e della casa editrice Citt del Sole, che pubblica gli atti del progetto di ricerca al centro della serata.
Alla prof. Monaca il compito di portare il pubblico nel cuore dell'evento: la genesi e gli orizzonti di Varcare la soglia.
Teatro, rito e festa tra passato e presente, il progetto di ricerca internazionale da lei coordinato, che affonda le proprie radici nella tradizione messinese della Cattedra di Storia delle religioni, fondata da Ugo Bianchi e diretta per oltre un cinquantennio da Giulia Sfameni Gasparro.
Monaca ha presentato la rete di collaborazione che sostiene l'iniziativa: un'quipe che lega le Universit di Messina, Malaga e Coimbra e che, attraverso l'incontro con CLASTEA VIII (l'International Conference on the Reception of Ancient Models in Modern and Contemporary Theatre, Messina 2025), ha ormai un respiro mondiale (al progetto lavorano anche Vincenzo Quadarella, Auretta Sterrantino e Mauro Mormino). Monaca ha sottolineato anche la collaborazione con la compagnia teatrale QA-QuasiAnonima Produzioni di Vincenzo Quadarella e Auretta Sterrantino, che affianca alla ricerca storico-religiosa e filologica una sperimentazione scenica sul campo.
Da ultimo, lo spettacolo Sette, tratto dai Sette contro Tebe di Eschilo, restituendo al gruppo di lavoro quella dimensione performativa che la sola indagine accademica non potrebbe offrire.
Ed  di impatto il passaggio dal video sperimentale curato da Auretta Sterrantino ai temi al centro del salotto condotto con voce sicura da Amos Martino, docente del Liceo Scientifico Leonardo da Vinci, e da Lucrezia Lagan, docente del Liceo Classico Tommaso Campanella.
Vengono attraversati in successione i grandi nuclei tematici del progetto: la soglia, il rito, la musica, la Sibilla in un dialogo che riprende e sviluppa dal vivo le riflessioni proposte nel volume Varcare la soglia.
Teatro, rito e festa tra passato e presente, edito da Citt del Sole nella collana Ier diretta dalla stessa Monaca.
Ed ecco il tema della soglia come inganno nella tragedia classica. "Il teatro  spiega Auretta Sterrantino   da sempre lo spazio in cui l'individuo muove dalla soglia privata a quella collettiva, ritrovando  come gi insegnava Aristotele  la propria dimensione politica; nell'Atene classica la stessa partecipazione dei cittadini alle rappresentazioni tragiche era un rito dentro il rito".
Da Vincenzo Quadarella, ingegnere del suono e compositore oltre che storico delle religioni, la riflessione sul rapporto tra musica e rito con un richiamo al concetto di risonanza elaborato dal sociologo Hartmut Rosa: chiave per leggere, accanto ai fenomeni acustici, anche le dinamiche relazionali della contemporaneit. La tragedia attica, con la sua struttura corale, generava un'autentica esperienza di risonanza collettiva capace di legare attori e pubblico in un'unica vibrazione comunitaria.
Ma la domanda  anche una altra. "E' ancora possibile  chiede Quadarella , in un mondo di legami sempre pi dispersi in contatti digitali ed effimeri, parlare di rito e di communitas?". Ebbene, la risposta si trova proprio "in quel teatro che assurge a luogo capace di produrre quella sospensione, quel silenzio condiviso, quella trasformazione emotiva collettiva in cui il rito, lungi dallo scomparire, continua a manifestarsi in forme nuove".
Ed ancora  in una nota scritta letta nel corso della serata , Mauro Mormino valorizza il rapporto tra la cultura bizantina e il patrimonio del teatro classico.
Partendo dal proprio studio su un verso delle Rane di Aristofane riemerso nell'epistolario e negli Amphilochia del patriarca di Costantinopoli Fozio (IX secolo), Mormino mostra come, nel varcare la soglia che separa l'Atene del V secolo a.C. da Bisanzio, le immagini del teatro classico non restino relegate al rango di semplice reminiscenza scolastica, ma vengano riattivate con piena consapevolezza.
Infine, Mariangela Monaca conduce il pubblico sulle tracce della Sibilla, la figura forse pi duttile e itinerante dell'intera oikoumene mediterranea. "Voce oracolare senza ornamento", secondo la celebre definizione che ne d Eraclito. "Libera da una sede oracolare fissa e dunque capace di attraversare popoli e fedi diverse, la Sibilla ha saputo trasformarsi  ricorda Monaca  da profetessa di Apollo ad annunciatrice di Cristo nell'ambito degli Oracula Sibyllina prima e del teatro liturgico medievale poi, calcando i palcoscenici degli Ordo Prophetarum e dando origine a quel Canto della Sibilla che l'Unesco ha proclamato, nel 2010, Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanit nella sua declinazione balearica.
Personaggi antichi  conclude Monaca  che la cultura pop contemporanea continua a riattivare come veri e propri reagenti narrativi capaci di rispondere al bisogno, tutt'altro che tramontato, di credere in una dimensione altra del divino". Ed  proprio Monaca a introdurre un momento atteso e intensamente partecipato della serata: l'esecuzione del Cantus Sibyllae, il Judicii signum: tellus sudore madescet. Il canto liturgico  riconosciuto patrimonio dell'umanit  che affonda le proprie radici nella tradizione medievale e nell'acrostico cristologico degli Oracula Sibyllina, e che il soprano reggino Katia Fassari ha intonato in latino, a cappella, davanti a un pubblico raccolto in un silenzio quasi liturgico.
Dunque, una formula  quella del salotto letterario  ben riuscita che, fuori dalla rigidit della conferenza accademica, restituisce il calore di una conversazione informale e partecipata con la chicca finale della degustazione di vini e dei dolci tipici preparati dal maestro pasticciere Giovanni Logiudice che ha ulteriormente deliziato il numeroso e attento pubblico presente.
Una ulteriore opportunit per l' Anassilaos di potere rivendicare il ruolo di riferimento culturale sul nostro territorio per la capacit di mettere in dialogo universit, scuole e cittadinanza.
Cristina Cortese.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
