Violentatore rilasciato, l'Anm attacca Nordio per gli ispettori.
Mauro Barletta.
TORINO.
No agli ispettori in tribunale, no agli "attacchi scomposti" ai magistrati anche da parte "di autorevoli esponenti del governo". Il caso della 13enne molestata in un minimarket di Torino torna ad arroventare lo scontro fra la politica e le toghe.
Ma questa volta l'ondata di critiche alla scarcerazione dell'indagato, un 42enne bengalese, partita dalla destra e da una buona parte della sinistra, ha avuto l'effetto di compattare, almeno in una certa misura, la comunit dei giuristi.
L'Anm punta il dito direttamente contro il ministro Carlo Nordio, che ha annunciato (con l'avallo della premier Giorgia Meloni) l'invio di una task force da via Arenula per "acquisire ogni valutazione utile". Per il presidente dell'associazione, Giuseppe Tango, l'iniziativa "non  ortodossa" perch "valutare il merito dei singoli procedimenti" non  compito "degli ispettori del Ministero", e sulla stessa linea si muove l'Anm piemontese.
Sul versante dell'avvocatura si alza la voce dell'Ucpi - Unione delle Camere penali italiane: "La decisione del gip di Torino pu essere criticata nel merito ma non pu essere deformata dalla consueta semplificazione mediatica e strumentalizzata a fini politici.
L'invio degli ispettori da parte del ministero della Giustizia appare del tutto privo di giustificazione e rischia di tradursi in una indebita pressione sull'autonomia del potere giudiziario". Roberto Capra, presidente della Camera penale subalpina, si affida alla satira e pubblica un raccontino in simil-romanesco dove immagina un dialogo fra due ipotetici ispettori: "Ma che c'annamo a fa' di nuovo a Torino?".
La replica arriva da Eugenia Roccella, ministra per la Famiglia: "Quando di mezzo ci sono dei minori, un sistema fondato sulle garanzie  chiamato a tutelare anche e soprattutto la parte pi debole, cio la vittima.
L'invio degli ispettori da parte del ministro Nordio  una risposta a una evidente esigenza di verifica". Mantiene la posizione anche il vicepremier Matteo Salvini, che oltre a definire "surreale" la scelta del giudice torna a riproporre la castrazione chimica "gi in vigore in diversi paesi civili occidentali".
La difesa della cittadella giudiziaria non riguarda il merito del provvedimento del gip o gli sviluppi dell'inchiesta, anche se l'avvocato Gian Domenico Caiazza, presidente dell'Osservatorio liberale della Fondazione Luigi Einaudi e in passato numero uno dell'Unione delle Camere penali italiane, informa che "l'ordinanza cautelare del gip di Torino, se si ha la pazienza di leggerla, si basa su coordinate e su logiche previste dalle norme". E' vero che la procura sta gi preparando il ricorso al tribunale del riesame: l'indagato, che lavora nel minimarket e che all'udienza di convalida si  detto "dispiaciuto" per quanto ha combinato, secondo i pm dovrebbe stare in carcere almeno un altro po' perch le "esigenze cautelari" non si possono proteggere con il solo obbligo di firma.
L'uomo, peraltro, pochi minuti prima aveva palpeggiato un'altra cliente, una donna di 40 anni sulle cui tracce si  messa la polizia per capire se vuole sporgere denuncia.
Ma il concetto sottolineato dall'Anm, cos come dall'Ucpi,  che lo strumento per verificare la correttezza del provvedimento di un giudice non  un'ispezione, ma l'impugnazione davanti ad altri giudici.
Lo stesso presidente Tango ammette che l'ordinanza "ovviamente si pu criticare", ma osserva che gli strali lanciati dall'esecutivo sono andati oltre. "Attacchi scomposti", afferma.
Intanto, il negozio - nel quartiere di Borgo Vittoria - non  aperto.
Non c' un provvedimento della questura, ma  emerso che da giorni la polizia sta svolgendo controlli amministrativi sulla gestione dell'attivit. FdI plaude alle saracinesche abbassate.
Qualcuno ha tracciato su un muro la scritta "pedofilo infame".
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
