Cosa serve  a Messina per essere una citt a misura di bambino.
L.
a recente e gioiosa partecipazione di tantissime famiglie e bambini che ha abitato fin dal primo giorno il nuovo lungomare ex Fiera, appena restituita alla citt, ci offre uno spunto di riflessione cruciale sul futuro di Messina.
Questa rigenerazione urbana ha dato frutti immediati, dimostrando in modo inequivocabile di cosa ha davvero bisogno la nostra comunit.
Questo successo locale si sposa perfettamente con le raccomandazioni contenute nella recente guida pubblicata dall'Organizzazione Mondiale della Sanit in collaborazione con Unicef e Un-Habitat, dedicata alla creazione di spazi pubblici urbani a misura di bambino.
Il documento sottolinea un concetto fondamentale: la presenza dei bambini negli spazi pubblici  il vero termometro della salute e della vivibilit di una citt, il cosiddetto Test del Bambino. Se un bambino pu abitare una strada in sicurezza, significa che quell'ecosistema funziona per tutti; se scompare, il tessuto sociale  degradato.
A Messina, negli ultimi mesi, abbiamo visto due facce della stessa medaglia.
Da un lato, il trionfo spontaneo del lungomare ex Fiera; dall'altro, l'inaugurazione di numerose piste ciclabili che, purtroppo, restano poco sfruttate.
La sensazione diffusa  che questi ultimi interventi siano stati realizzati pi per la necessit di spendere i fondi a disposizione che per innescare un reale e ponderato cambiamento della mobilit cittadina.
Come ci ricordano le linee guida internazionali, ripensare l'urbanistica non deve essere un semplice esercizio tecnico, ma un atto di empatia e giustizia sociale..
Vorrei che questo intervento stimolasse un dibattito cittadino: per rendere Messina a misura di bambino non servono necessariamente stravolgimenti epocali o cantieri infiniti.
Possiamo partire da esempi semplici.
I bambini non hanno solo bisogno di parchi gioco recintati, ma amano gli spazi liminali: piccoli luoghi di transizione, cortili, pianerottoli e aree marginali tra gli edifici, dove possono sviluppare la propria indipendenza in sicurezza.
Inoltre, applicando le raccomandazioni internazionali a livello di quartiere, potremmo aprire i cortili scolastici oltre l'orario delle lezioni per farli diventare hub di socialit per l'intera comunit. Potremmo ripensare le nostre strade puntando sulla rivoluzione dei 30 km/h, una misura che trasforma le vie trafficate in spazi vivibili, restituendo la strada ai pedoni e garantendo ai pi piccoli l'autonomia del movimento.
Le organizzazioni internazionali propongono di guidare ogni scelta politica attraverso i 6 principi Spaces: Sicurezza, Gioco, Accesso prioritario, Salute, Equit e Sostenibilit (vedi esempi pratici a fianco). E se iniziassimo a valutare ogni futuro progetto per Messina (che si tratti di una nuova pista ciclabile, di una piazza o di un incrocio) passando prima per questo filtro?
Investire nell'infanzia, trasformando anche solo piccoli metri quadrati di asfalto in spazi di gioco o aree verdi, non  un atto di filantropia, ma il pi alto investimento nel capitale umano di una citt. Il lungomare ex Fiera ci ha mostrato che siamo pronti.
Ora sta a noi decidere: se non permettiamo ai nostri bambini di abitare serenamente le nostre strade oggi, che tipo di cittadini e custodi della nostra citt saranno domani?
Sergio Conti Nibali.
Pediatra
