Il Consiglio di Stato boccia il Comune e riapre le porte dello stadio Marulla.
Franco Rosito.
Il Consiglio di Stato ha restituito lo stadio Marulla al Cosenza calcio.
Anche se nel merito dovr ancora esprimersi il Tar della Calabria che a luglio aveva respinto in primo grado il ricorso della Societ contro la sospensione della concessione dell'impianto decisa dal Comune.
Ieri per il round lo ha vinto il club silano che guadagna un punto al momento decisivo nel braccio di ferro avviato mesi fa dal sindaco Franz Caruso e dal Consiglio comunale dopo avere raccolto le istanze di buona parte della tifoseria ormai in rotta con la dirigenza.
Difficile per dire al momento se contro la Cavese, sabato 12, alle 15, si giocher al Marulla.
Per oggi, al rientro dalla trasferta di Coppa Italia di Picerno, dove i rossobl ieri pomeriggio ha affrontato il Sorrento, nella sede di via Isonzo,  prevista una riunione urgente dei vertici societari.
Il Comune dovr rilasciare il certificato di agibilit scaduto il 4 agosto.
Operazione che dipende dall'esito delle prove in corso sulle tribune (Rao e Centrale) e sulle torri faro (vanno montate delle impalcature). Per gli spettatori dunque bisogna aspettare.
Ma il Cosenza calcio dovr pensare anche al ripristino del terreno di gioco attualmente in pessime condizioni.
L'ordinanza sul ricorso cautelare presentato dal Cosenza calcio (rappresentato e difeso dagli avvocati Francesco Antonio Caputo, Flavio Iacovone e Bernando Giorgio Mattarella, i legali che difendono il Cosenza al Tar sono invece D'Orazi e Castellana Soldano) ritiene che "la sospensione per ben 18 mesi della concessione tra l'amministrazione comunale e il Cosenza calcio potrebbe avere conseguenze irreversibili per la Societ appellante in termini di immagine, di risultati sportivi ed economici.
Ritenuto che l'utilizzo dello stadio di Crotone, sia in quanto si trova a oltre 100 km di distanza da Cosenza, in un contesto in cui non risultano, allo stato, stabili collegamenti ferroviari diretti tra le due citt, sia per la sussistenza di una documentata rivalit tra le opposte tifoserie, appare di difficile praticabilit; ritenuto ancora - si legge nell'ordinanza - che, ferme restando le inderogabili esigenze di incolumit pubblica, l'amministrazione comunale deve essere sollecitata a valutare se esistano soluzioni alternative al provvedimento comunale di sospensione della concessione per l'uso dello stadio durante la fase di cantiere e se sia possibile individuare prescrizioni, limitazioni di capienza, separazione delle aree di cantiere, programmazione speciale delle lavorazioni che consentano l'uso della struttura; ritenuto che si tratterebbe delle stesse soluzioni che la documentazione di gara aveva espressamente valorizzato, premiando la capacit dell'aggiudicatario di assicurare nel modo migliore la separazione delle aree e la continuit delle attivit sportive ufficiali gi previste in via ordinaria dalla documentazione di gara (l'ordinanza del Cds in effetti tiene conto di quanto indicato in sede di bando di gara, ossia che le attivit di cantiere non avrebbero ostacolato quelle sportive.
Fu una valutazione errata o quanto meno affrettata quella del Comune alla luce del provvedinmento del Consiglio di Stato: ndr)". Il Consiglio di Stato ha ritenuto perci che il provvedimento impugnato debba essere, conseguentemente sospeso".
Dal Comune (rappresentato e difeso dagli avvocati Nicola Carolillo e Carmelo Triulcio) hanno preso atto della decisione del Consiglio di Stato alla quale si adeguano. "Non possiamo rimproverarci nulla - hanno detto il sindaco Caruso e il presidente del Consiglio Mazzuca - in quanto abbiamo fatto tutto ci che ritenevamo giusto fare nelle condizioni date.
Una decisione che possiamo anche non condividere, ma che rispettiamo".
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
