Le dimissioni del vicesindaco alimentano il dibattito a Pizzo.
Rosaria Marrella.
Pizzo.
Le dimissioni dell'ex assessore e vicesindaco Gennaro Muratore hanno acceso il dibattito.
Per il sindaco Sergio Pititto, la sua uscita " un passaggio che apre una fase di riorganizzazione, ma non mette in discussione la continuit dell'azione di governo", rivendicando cos il lavoro svolto insieme all'ex vice e assicurando una transizione senza polemica.
Inoltre ha spiegato che Muratore gli aveva anticipato mesi fa questa decisione "motivandola con stanchezza ed esprimendo la volont di non ricandidarsi" perci, le ragioni riportate nel documento protocollato (in particolare la scarsa condivisione delle scelte) avrebbero suscitato sorpresa "perch mai manifestate in questi anni". E, pur ribadendo "rispetto per la persona e per le sue scelte" gli altri componenti dell'Esecutivo giudicano invece opinabili le modalit dell'uscita, ritenendo che un confronto interno sarebbe stato preferibile.
"Il rapporto politico e amministrativo  aggiunge Pititto  era non buono, ma ottimo.
Frutto di un percorso costruito insieme". Sul piano operativo, ora alcune deleghe saranno redistribuite, mentre la scelta del nuovo vicesindaco sar affidata ad una valutazione condivisa all'interno della squadra.
A scuotere ulteriormente il quadro politico arriva il duro affondo del gruppo Domani  oggi, che definisce l'Amministrazione "politicamente fallimentare" e chiede di "tornare al voto".
Secondo il referente Emilio De Pasquale, la maggioranza sarebbe "da tempo priva di obiettivi condivisi" e queste dimissioni rappresenterebbero un segnale significativo della situazione napitina: "Non rappresenta pi  chiosa  una reale maggioranza, tant' che mancano sostituti disponibili in caso di ulteriori dimissioni". Critiche arrivano anche sul fronte turistico: "L'incremento delle presenze a Pizzo, non  frutto dell'azione comunale ma dell'andamento regionale e delle caratteristiche naturali del territorio" mentre sul tema sanitario, viene indicata la perdita della Casa di comunit quale "simbolo dell'inerzia amministrativa, denunciando  conclude  l'assenza di una presa di posizione chiara e netta del sindaco presso la Regione".
L'ex assessore Franco Procopio, oggi consigliere di opposizione, parla di dimissioni "inattese e difficili da interpretare", sostenendo che "nulla faceva presagire una divergenza col sindaco" e chiedendo cos chiarimenti sulle motivazioni reali: "I cittadini hanno diritto di sapere". Per Francesco Scuticchio (Risveglio ideale), la crisi sarebbe ormai "profonda: con tre componenti dell'esecutivo dimissionari e il rifiuto dei non eletti di subentrare, il progetto politico uscito dalle urne si considera ufficialmente esaurito.
La prosecuzione  un'operazione di pura sopravvivenza procedurale" a pochi mesi dal voto.
