Salvini sotto attacco ma non molla: "Il partito  uno".
ROMA.
Matteo Salvini continua a vedere una sola Lega.
Da Roma il segretario chiude a muso duro la porta agli ex che provano a scongelare la vecchia Lega Nord. "Non c' bisogno di partiti paralleli", taglia corto, rivendicando che la sua formazione " forte e governa quattordici Regioni su venti". Dentro casa, per, il terreno resta minato.
Il faccia a faccia con i governatori del Nord, che alcune indiscrezioni collocavano a venerd, slitta.
Si lavora a incrociare le agende per farlo avvenire comunque prima di Pontida, nel tentativo di arrivare all'appuntamento simbolo del Carroccio provando almeno a mettere la sordina allo scontro.
L'assedio pi semplice da respingere per il leader leghista sembra quello dei ribelli decisi a riesumare la vecchia Lega Nord, guidati dall'ex deputato Gianluca Pini.
Dietro l'operazione, fanno notare alcune fonti leghiste, si muoverebbe anche Gianni Fava.
Un nome che non passa inosservato: nordista, antilepenista e quasi europeista, nel 2017 prov a sbarrare la strada a Salvini contendendogli la segreteria federale, uscendone per con una sconfitta senza appello.
Se il governatore lombardo Attilio Fontana si  affrettato a smarcarsi da un'iniziativa che - assicura - "non c'entra assolutamente niente" con la partita di oggi,  su quest'ultima che il clima resta pesante.
Salvini, secondo quanto filtra da altri ambienti del Carroccio, nelle ultime settimane si  arroccato, vivendo l'offensiva interna anche come un attacco personale.
I governatori del Nord - da Fontana a Massimiliano Fedriga, Luca Zaia e Maurizio Fugatti - non cercano la vecchia Lega: vogliono cambiare quella di oggi.
Con loro si muove Massimiliano Romeo, capogruppo al Senato e segretario della Lega Lombarda.
