Tonio Licordari uomo e giornalista dalle mille passioni.
Anna Mallamo.
Caro Tonio, rieccoci a parlare di te su queste pagine, e domani nella tua Reggio, in mezzo a tanti amici.
Sono passati dieci anni da quando ci hai fatto quello scherzo atroce: andartene in fretta, tu che in fretta vivevi da sempre ma eri anche la persona pi spudoratamente vitale che si potesse immaginare. "Pedalare, pedalare" era davvero il tuo motto, di ciclista indomito e di uomo, cronista, giornalista sportivo e musicale in perenne fibrillazione dietro a passioni, idee, cose da scoprire e ascoltare e raccontare.
Nasce in tuo nome, dieci anni dopo la tua morte  che ancora ci sgomenta, ancora ci risulta inconcepibile  il premio giornalistico "Tonio Licordari": tutto dedicato a te, in uno scenario che conoscevi bene, il Circolo del tennis Rocco Polimeni di Reggio.
Ci saranno tutti quelli che ti hanno voluto bene, e che non smettono di pensare a te: "Tonio avrebbe detto questo, chiss cosa avrebbe scritto Tonio...", ci diciamo ancora, che si tratti del tuo Milan o di Sanremo, di qualche canzone o di qualche goal.
Domani sera (si comincia alle 21) sar premiato un decano del giornalismo sportivo, una grande firma, un punto di riferimento di mestiere, di stile per generazioni di lettori e di giornalisti: Italo Cucci.
La serata sar condotta da Maurizio Insard, e ci saranno amici ed estimatori di sempre.
Dopo il saluto di Ezio Privitera, presidente del Polimeni, ci parleranno di te Lino Morgante, Giuseppe Malara, Tonino Raffa, Gerardo Sacco.
Tuo figlio Natalino, che  giornalista anche lui e scrive sulle pagine che sono state le tue pagine, ci parler di te da figlio.
Quel ragazzino che a volte ti portavi quando giocavi a calcio, e la passione gliela mostravi immergendoti in quegli sport che amavi con tutto te stesso.
Anche se la passione prima, quella che le fondava tutte, era per la tua famiglia, Natalino e la tua amatissima Alba.
Ci saranno anche le istituzioni, domani sera: Cucci ricever il premio, quel premio che si chiama come te, dalle mani del sindaco di Reggio, Francesco Cannizzaro, e del presidente dell'Ordine dei giornalisti della Calabria, Giuseppe Soluri.
Tu, d'altronde, eri amico di tutti, maggioranze e opposizioni, vecchi e nuovi, entravi in tutti i Palazzi, volevi raccontare tutte le storie.
Sei stato anche cronista politico, e persino autore di inchieste di nera: "Ah, ma io vado dove mi mandano", dicevi.
Ed era un umile orgoglio, di chi il mestiere  cos lo chiamavi, cos dovrebbe chiamarsi  se lo era costruito con caparbiet, venendo da altri mondi.
Si parler della straordinaria carriera di Italo Cucci, ma in controluce ci sar la tua carriera, in salita e pedalare, partendo da zero, da altro, e fino a diventare amico di tutti, darsi del tu con gli allenatori e i calciatori stellari, scrivere canzoni per Mino Reitano, scherzare col patron di Miss Italia, ricordare cos bene i brani di Mimmo Modugno da strappargli un divertito: "Oh, ma tu li sai meglio di me!".
Si parler di tante cose, per parlare di te, che eri tante cose assieme, e non smettevi  nemmeno quando eri andato in pensione  di fare, inventare, seguire.
Fino a quel dannato giorno del 2016.
Domani te lo ricorderemo, quanto ci sei ancora, per tanti, tanti di noi.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
