Musetti si pu fare Lorenzo la rinascita tornano i sogni "Voglio emozionare".
tennis us open E PER FINIRE...
riccardo crivelli.
di riccardo crivelli.
 I mportante  ricordare, ma pi importante  dimenticare. E dunque deve arrivare il momento in cui i dolori del passato svaniscono sotto la luce di nuovi orizzonti gloriosi. Che sia New York il paradiso ritrovato di Musetti? Nel successo di marted contro Fery, avversario complicato per caratteristiche (un attaccante atipico), classifica (n.33, il primo escluso dalle teste di serie) e stato di forma (sabato aveva giocato la finale a Winston Salem), Lorenzo ha mostrato finalmente l'autorevolezza del campione che a gennaio dominava Djokovic nei primi due set dei quarti degli Australian Open, la partita che, se vinta, gli avrebbe anche garantito il numero 3 del mondo e che invece si trasform nell'incubo peggiore, con l'infortunio alla coscia destra triste compagno di viaggio in pratica fino all'estate. Risurrezione Non c' dubbio che quell'occasione mancata abbia finito per corrodere come un tarlo il corpo e la psiche di Muso, richiedendogli di coltivare l'antica arte della pazienza: "L'Australia  stata sicuramente l'apice del mio livello, specialmente il match con Djokovic. Per venivo da una stagione, da sei mesi, di fiducia e mi sentivo molto maturo in campo. Da l, ho dovuto fare i conti con molti infortuni, determinati soprattutto dallo stress provocato da un episodio molto traumatico per me. Ho passato molto tempo a riflettere su quale fosse il problema e sembra che lo abbiamo individuato. Per ho vissuto male quel momento, e sono stato anche poco capace di farmi aiutare dalle persone intorno a me, e questo mi ha portato un po' gi. Per dagli errori si impara: sono qui per rifarmi e per tornare a vivere quelle emozioni". Un anno fa, a Flushing Meadows, Musetti si spinse fino ai quarti al culmine di un torneo che disperse una volta per tutte le critiche sull'incapacit di adattarsi al cemento, anche se poi perse piuttosto nettamente con Sinner: "E' vero, la sconfitta contro Jannik fu senza appello, per me ne andai da New York con ottime sensazioni che vorrei recuperare. Se devo fare un paragone tra il livello di adesso e quello che avevo in Australia, ovviamente sento che mi manca ancora qualcosa; ci sono momenti chiave in un match in cui una scelta giusta, interpretata nel modo giusto, cambia la partita. E poi- prosegue - ho sempre un rapporto di amore e odio con il servizio, ma sto cercando di portarlo sempre pi verso la parte dell'amore, perch i top player nei momenti importanti mettono spesso la prima e fanno la giocata giusta". Per la storia Il tabellone potenzialmente oggi (verso le 19) gli concede un altro turno non troppo complicato per affinare la condizione contro l'australiano Sweeny, n.123 Atp, prima dell'eventuale derby con Darderi e poi dell'ottavo con il n.1 Zverev. Il computer poteva indubbiamente scegliere meglio, ma intanto Sascha al primo turno si  ritrovato a due punti dalla sconfitta contro un eroico Sonego e un Musetti messo in ritmo e in fiducia da tre vittorie sarebbe certamente in grado di terremotare il pronostico: "Intanto sono molto felice di essere tornato fisicamente sano e a un buon livello anche da un punto di vista tennistico; in fondo non giocavo una partita Slam da otto mesi". Il suo cammino, peraltro,  accompagnato dall'affetto degli ultimi romantici, perch dal 1877 non c' mai stata una stagione in cui un giocatore con il rovescio a una mano non abbia raggiunto almeno la semifinale in uno dei quattro Slam: quest'anno non  ancora accaduto. Spetta a lui, tra gli ultimi, magnifici corifei dell'esecuzione pi elegante del tennis, salvare la storia, soprattutto dopo l'allenamento con Federer: "Mi ha fatto piacere che Roger mi abbia identificato con quel colpo, di cui lui  stato un maestro: mi piacerebbe che mio figlio, oppure un giocatore che in futuro potrei allenare, avesse il rovescio a una mano, anche se se il bimane ormai  pi redditizio". Ma i gesti bianchi non moriranno mai. RIPRODUZIONE RISERVATA.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
