azzurre che fatica Ma  semifinale "serve lucidit" L'Italia a due passi dal triplete.
L'Altra Copertina.
davide romani.
di davide romani.
 inviato a brno (repubblica ceca) I l giro del mondo  all'ultima tappa. La Nazionale non ci impiegher 80 giorni, ne basteranno 71, e in palio non ci saranno 20.000 sterline - quelle scommesse da Phileas Fogg nel romanzo d'avventura di Jules Verne - ma una medaglia d'oro per completare un triplete leggendario. Dopo il primo storico oro olimpico a Parigi 2024, riconfermatesi al Mondiale 2025, le azzurre di Julio Velasco possono completare l'opera con il trionfo europeo (il quarto per la pallavolo femminile italiana dopo quelli del 2007, 2009 e 2021) per una tripla corona conquistata prima solo dall'Unione Sovietica tra fine Anni 60 e inizio 70 e tra fine Anni 80 e inizio 90. Il secondo successo in questo torneo sulla Svezia (3-1 nei quarti dopo il 3-0 del 23 agosto nella fase a gironi di Gteborg) permette all'Italia di staccare il biglietto per Istanbul, ultima tappa di una lunga estate. "E' da inizio estate che si gira, abbiamo giocato tantissime partite tra amichevoli, Nations League ed Europeo - ha spiegato il libero azzurro Eleonora Fersino -. Ora arrivano quelle pi belle, pi desiderate. Partiamo per Istanbul cancellando tutto quello che c' stato prima e focalizzandoci su queste ultime due partite". Lucidit Partite il 14 e 15 maggio con le amichevoli di Novara e Biella contro la Francia e dal 21 al 24 maggio con il torneo di Genova con Serbia, Turchia e Polonia, le azzurre hanno attraversato continenti, cambiato programmi (Antropova schiacciatrice, anzi no, poi di nuovo s), superato ostacoli (l'infortunio di Omoruyi) e giocato partite dove non  andato tutto per il meglio (la semifinale di Vnl con il Brasile e la partita di ieri con la Svezia) per prepararsi al meglio a questo appuntamento. Hanno giocato in Brasile (dal 31 maggio all'8 giugno), si sono trasferite nelle Filippine (dal 14 al 22 giugno), hanno fatto tappa a Hong Kong (dal 5 al 13 luglio) prima delle finali di Nations League a Macao (dal 14 al 28 luglio) mentre in Polonia hanno fatto gli ultimi test (dal 10 al 14 agosto) prima del torneo continentale. Hanno vinto il girone in Svezia, non hanno trovato ostacoli in Repubblica Ceca e ora sono pronte alle sfide finali. "Adesso siamo in semifinale e dovremo essere pi lucide - analizza il ct Julio Velasco -. Quando lo siamo state contro la Svezia, abbiamo cambiato la partita. Non  stata la miglior prestazione di Orro, in certi momenti ha giocato molto bene, in altri meno bene, non tanto per le scelte quanto per la precisione delle alzate e per i pochi servizi al centro soprattutto in contrattacco. Una partita che si  complicata anche per una Isabelle Haak mostruosa. Ha attaccato tutto, da qualunque posizione. Forse dovevamo e potevamo difendere qualche pallonetto in pi e questo vale anche per altre giocatrici che magari troveremo, da Boskovic a Vargas senza dimenticare le attaccanti polacche". Remake A trascinare l'Italia verso l'ultima tappa dell'estate azzurra ci hanno pensato Paola Egonu e Myriam Sylla. Paola  arrivata al top della condizione nel momento giusto, per le partite da dentro o fuori. "Sono contenta di aver trovato il mio ritmo e di poter dare il mio contributo alla squadra - ha raccontato la bomber azzurra -. Ritrovare una squadra appena incontrata nel girone  sempre pi complicato perch ci si conosce meglio, si cambiano i colpi, in pi c' stata la tensione di un quarto di finale. Per  bello essere qui". Myriam invece ha lottato come sempre a fondo campo. Ha cercato difese, ha faticato in ricezione ma il biglietto aereo per Istanbul lo ha agguantato lei con il muro su Haak del 23-22 nel 4 set. Un attimo, un flash che ha trasformato per un istante il Pavillon P dell'Exhibition Centre di Brno nell'arena di Bangkok, quando la numero 17 ha stampato il muro decisivo nella finale iridata contro la Turchia. "E' stato un momento importante della partita - ha spiegato una sorridente Myriam Sylla -. Questa sera (ieri, ndr) era difficile fermare Isabelle Haak, per siamo state brave, siamo state sul pezzo fino alla fine, non era facile,  stata una prova di coraggio e determinazione. Non  scontato riuscire a ottenere i risultati che abbiamo avuto in questi tre anni. Tutte le squadre non aspettano altro che provare a farci lo sgambetto. Questa partita l'abbiamo presa per i capelli ma  il bello dello sport. Si fa fatica ma alla fine si raggiunge il risultato perch questa squadra  tutta sulla stessa lunghezza d'onda". L'Italia  pronta a vivere l'ultima tappa del suo giro del mondo, in palio c' uno storico triplete.
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