"Mi piace questa rossa Che scuola gli anni con Todt e Schumi".
L'intervista Binotto.
giulia toninelli.
di giulia toninelli.
 A casa, ma con i colori di una nuova avventura, la pi ambiziosa della sua carriera. Mattia Binotto arriva a Monza al centro della sua prima stagione da team principal e CEO del team Audi, guardando al futuro senza mai dimenticare le lezioni pi importanti del suo passato.
Binotto, come giudica la prima met della stagione di Audi in F.1? "Il giudizio  parziale, perch siamo solo all'inizio di un progetto che sapevamo sarebbe stato lungo e importante. L'obiettivo che ci eravamo fissati per quest'anno non era tanto quello di essere sempre a punti o di raggiungere determinate posizioni, ma di essere visti nel paddock come un team che ha piani seri per il futuro. E ci stiamo riuscendo". Sente di aver portato italianit nel team? "S, perch se c' un valore aggiunto che posso portare  quello di una cultura diversa rispetto a quella svizzero-tedesca, creando cos un ambiente eterogeneo che possa arricchirsi in entrambe le direzioni. Stiamo rompendo qualche schema del passato e spero di aver contribuito". Qual  il ricordo della sua prima Monza? "Non era una gara, era un test. Era il 1995 e io ero uno stagista neolaureato appena arrivato in Ferrari. Gi il fatto di essere in pista e vedere una macchina uscire dal box su questo rettilineo immenso, infinito, era qualcosa da pelle d'oca". Todt, che di quella Ferrari era team principal, l'ha citata insieme a Stella come uno dei suoi motivi di orgoglio pi grandi. Cosa significa per lei? "Il nostro orgoglio pi grande  quello di aver fatto parte di quella squadra, insieme a Jean. E' stata una scuola incredibile, quella di quel periodo cos vincente, e non penso sia un caso che tanti di noi hanno trovato la loro strada poi in Formula 1 in ruoli differenti". Questo weekend si celebrano 30 anni dal primo successo a Monza di Schumacher in rosso. Che ricordo ne ha?
"Michael rimane un riferimento assoluto. Parlo spesso di lui ai miei piloti, dicendo che un campione non si vede solo quando indossa il casco. Schumacher sapeva trasformare una squadra ed era sempre l'esempio da seguire, il primo ad alzare l'asticella. Pretendeva tanto, ma era anche il pi generoso". E' soddisfatto dei suoi piloti?
"Molto. Nico Hulkenberg e Gabriel Bortoleto sono due piloti veloci, che lavorano bene insieme e che stanno contribuendo in modo importante alla crescita del nostro team". Chi la sta sorprendendo tra i suoi avversari quest'anno?
"Mi sta piacendo la Ferrari. Non  una sorpresa perch sono ragazzi che conosco e di cui so il valore, ma  bello aver visto quest'anno la loro creativit dal punto di vista tecnico in pista. Spero continuino cos". RIPRODUZIONE RISERVATA.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
