un europeo -TRAPPOLA LE RAGAZZE DEL VOLLEY hANNO risorse infinite.
il commento.
ANTONIO CANTU'.
Facciamo le valigie, con le poche energie che ancora restano alle azzurre del volley dopo una delle serate pi complicate degli ultimi due anni, e andiamo sul Bosforo, dove l'Italia si giocher l'Europa tra i profumi dell'Asia. Facciamo le valigie per Istanbul, mettiamoci dentro i nostri ori giusto per ricordarci quello che abbiamo fatto negli ultimi due anni, in un angolino ci infiliamo il manuale della perfetta attaccante riscritto ieri a Brno da Paola Egonu quando le nostre braccia tremavano come foglioline, e se c' ancora posto prima di chiudere il trolley riponiamo con cura uno dei comandamenti pi celebri di Julio Velasco: "Possiamo soffrire, anche tanto, ma non subire". L'Italia contro la Svezia, diciannovesima del ranking mondiale,  passata attraverso le dodici fatiche di Ercole, una battaglia che abbiamo anche rischiato di perdere, ma la Repubblica democratica fondata sulla pallavolo  ancora la nostra. Il muro di Miriam Sylla dentro per un capello nelle ultime cardiopatiche fasi del quarto set  l'istantanea di una squadra che non molla mai. Avevamo detto che la strada verso l'Europeo sarebbe stata piena di buche, che il mondo ormai non vede l'ora di fare lo shampoo alle campionesse di tutto, ma certo non ci aspettavamo di vederci comparire davanti i fantasmi con i connotati di una sola giocatrice, la svedese Isabelle Haak, occhi azzurrissimi, braccio potentissimo che a Conegliano sta facendo collezione di trofei, una delle migliori attaccanti del pianeta, ma fortunatamente questa ragazzona non ha potuto da sola sostenere le sorti di un'intera nazionale e di un movimento ancora troppo indietro rispetto al nostro. L'Italia arriva a Istanbul, nella nuova frontiera del volley che ci sta portando via i nostri allenatori e le nostre campionesse (l'ultima Antropova), viva ma accerchiata. Viva perch certi successi ricaricano. Accerchiata per tutto ci che si sta muovendo attorno a noi. Il ct serbo Terzic, morso dall'invidia e da una finale persa in casa contro l'Italia all'Europeo di cinque anni fa, ha dichiarato addirittura che le azzurre sarebbero sopravvalutate e che hanno vinto Mondiale e Olimpiade solo grazie a due colpi di fortuna. Boom. Le "Sultane della Rete", cos vengono soprannominate le ragazze della selezione turca allenata dal campione d'Italia Daniele Santarelli, sono sembrate tutt'altro che dispiaciute per avere perso contro la Polonia nel girone eliminatorio guadagnandosi cos la possibilit di affrontare la nostra Nazionale soltanto in finale. Altro boom. Tutto  cambiato, questo infinito Europeo si sta rivelando pi faticoso del Mondiale. Ma l'Italia fa sempre paura, una sfida di nervi nella quale non dobbiamo cadere, da sabato in 24 ore ci giocheremo semifinale e finale , oltre che un posto sicuro ai prossimi Giochi di Los Angeles nel 2028. Velasco, che contro la Svezia inizi 37 anni fa la sua epopea con la generazione di fenomeni, riparte proprio dalla Svezia per scrivere un'altra pagina di storia della pallavolo: conquistare un clamoroso Triplete. Ha un paio di giorni il ct per lavorare sull'anima delle azzurre, ieri ha dato fiducia ad Alessia Orro anche se avrebbe avuto pi di un buon motivo per farla sedere in panchina a schiarirsi le idee, la capitana Danesi  stata addirittura sostituita. L'Italia arriva alle sfide pi belle e pi dure con 20 vittorie di fila nelle grandi manifestazioni. Oggi sapremo se ci tocca la Polonia (favorita) o l'Olanda. Velasco ha avvisato le ragazze: "Non leggete nemmeno i WhatsApp della mamma". Se non ci arriviamo con le schiacciate, serve la testa. RIPRODUZIONE RISERVATA.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
