"Juve, vinco e resto Non mi sento una ruota di scorta".
SERIE A  l'intervista.
FILIPPO CORNACCHIA.
di FILIPPO CORNACCHIA.
 TORINO T ante persone nemmeno si avvicinano ai sogni che avevano da bambini. Guglielmo Vicario dal 17 agosto ogni giorno ne tocca con mano un pezzettino. La firma con la Juventus, il debutto di Frosinone, la gran parata col Parma. I desideri di una vita concentrati in sedici giorni da favola. Ma  soltanto l'inizio del volo del nuovo portiere bianconero, in prestito dal Tottenham ma gi decisivo in campo e leader fuori. Vicario si  preso la Signora battendo in volata illustri colleghi (da Alisson al Dibu Martinez) e adesso non la vuole pi mollare. "Firmare in bianco per restare a vita? Potessi scegliere - racconta il friulano - io gi ora deciderei di fermarmi qui per tanti anni: sono nella squadra dei miei sogni. Vedremo, adesso l'unico pensiero deve essere quello di aiutare club, compagni e tecnico per fare il meglio possibile. La storia della Juve  chiara: dobbiamo lottare su tutti i fronti per vincere". Facciamo un passo indietro. Come nasce la sua cameretta da bambino tutta Gazzetta e Buffon? "I ritagli della Gazzetta li attaccavano i miei genitori, la maglia di Buffon autografata  un regalo di compleanno di mio cugino, tifoso juventino come pap. Mi hanno trasmesso loro la passione per la Juve. La divisa di Gigi ha vegliato su di me per tanti anni e ha portato bene". Dopo essersi addormentato a lungo con la maglia di Buffon, a Frosinone l'ha indossata. Sensazioni? "Se dicessi che ho vissuto tutto con normalit, sarei ipocrita. Vestire la maglia della Juventus  un privilegio e un onore troppo grande, sono emozioni indescrivibili. Orgoglio e tensione positiva s, paura no perch  un sentimento che non si deve provare nel calcio. Un sogno". Buffon le ha mandato un messaggio? "Ci siamo sentiti quando ho firmato, ma quello che mi ha detto preferisco che resti tra noi. Gigi ha speso belle parole su di me e non posso che ringraziarlo. Per fortuna i paragoni con Buffon sono impossibili, parliamo del migliore portiere della storia del calcio, un extraterrestre in tutto: tecnica, carisma, continuit. Io devo costruirmi la mia strada". Lei  friulano come Zoff: vi sentite? "E' una leggenda,  sempre gentile con me. Ha detto che il problema sono i portieri che parlano troppo? Penso che i momenti vadano selezionati: non bisogna essere n troppo teatrali n troppo pacati". Com' la Juventus vista dall'interno? "Avverti subito storia, senso di appartenenza, rigore, trofei, mentalit vincente. Anche la pressione, che  giusto ci sia: la Juve  mondiale. E' seguita da milioni di tifosi, me ne accorgo anche dal numero di biglietti e maglie che mi chiedono gli amici...". Non  un mistero che la Juve, prima di affondare per lei, abbia trattato Alisson (Liverpool) e Martinez (Chelsea). Si  sentito una ruota di scorta? "Io ho sempre sperato di arrivare alla Juventus, ma non posso controllare le dinamiche di mercato. Ho svolto un precampionato senza amichevoli confidando nel trasferimento. Ho aspettato la Juve, ma non mi sono mai sentito una ruota di scorta. Se sono qui  perch il club e l'allenatore mi hanno scelto e voluto come portiere della Juventus. Era il mio obiettivo e l'ho raggiunto, tutti gli altri discorsi sono chiacchiere. Conta il presente, non il passato". Spalletti  il ct che l'ha fatta debuttare in Nazionale: come lo ha ritrovato? "Ho lavorato con lui e lo conosco bene:  chiaro e diretto, anche nella sua idea di calcio. Vedremo una Juve propositiva. A me ha fatto richieste semplici e detto di buttarmi a capofitto". Se pensa alla parata col Parma? "Il portiere della Juve deve rendere semplici le cose difficili. I gesti di rilievo sono belli perch danno risalto, ma il campionato  lungo e bisogna essere sempre equilibrati. Nei crampi del debutto di Frosinone c'era l'aver speso tutta la benzina che avevo in quella gara, pochi giorni dopo l'arrivo alla Juve e dopo un'estate particolare. Anche un pizzico di emozione. E poi faceva un caldo a cui non ero pi abituato dopo i tre anni inglesi". Dalla Premier alla A, una scelta in controtendenza: solo cuore? "La Juve vale pi della Premier! Vincere con questa maglia sarebbe la gratificazione massima e varrebbe pi di qualsiasi altra cosa". Kessie ha preferito l'Atalanta alla Juve: stupito? "Faccio il giocatore, non il direttore sportivo". Domenica sfidate il Milan: teme pi Ramos, Modric o Rabiot e cosa "ruberebbe" a Maignan? "Il Milan  una big e ha grandi giocatori, ma noi siamo la Juventus e dobbiamo rispondere a tono. Modric, Maignan... Sono tutti top, ma io non voglio "rubare" nulla da nessuno". Kolo Muani e Sarr sono stati suoi compagni al Tottenham: quanti gol si aspetta dal francese? "Vedo Kolo molto inserito nella Juve, felice e con una faccia diversa da quella che aveva a Londra:  voglioso e determinato. I gol, come qualsiasi attaccante, se li aspetta anche lui e non ho dubbi che ne far tanti. Sarr ha un bel motore, da Premier: ci dar una mano a spaccare le partite". Woltemade non le ha fatto gol col Newcastle: con la sua fisicit pu avere un impatto alla Ibrahimovic sulla Serie A? "Ce lo auguriamo, le sue doti fisiche sono sotto gli occhi di tutti. Ma Nick  anche molto tecnico, bravo di testa e a legare la squadra: lo abbiamo appena conosciuto,  un ragazzo per bene". Lei ha vinto l'Europa League col Tottenham (2025) e ci riprova con la Juventus: il segreto per riuscirci? "Il segreto  prenderla con seriet, la Juventus deve competere sempre per vincere, su tutti i fronti. L'Europa League all'inizio sembra un fastidio, ma poi quando vai avanti tutti si interessano. Fin dalla prima giornata bisogna andare in campo convinti per arrivare in fondo. A maggio cambia la percezione della gente sull'Europa League, ma il lavoro inizia ora. Il nostro gruppo  consapevole dell'importanza della Coppa e ci sono anche altri in squadra che l'hanno vinta: Koop, Sarr, Douglas... L'Europa League  un obiettivo molto importante per noi". Grabara ha sostituito Perin: vi conoscevate gi? "Tra portieri ci conosciamo pi o meno tutti, mi ricordo una sua grande stagione in Champions col Copenhagen. E' un portiere forte, di qualit. Tra noi c' una competizione sana, come  giusto che sia". Dopo la Juventus, punta all'Italia: ha parlato col nuovo ct Mancini? "Fortunatamente ho fatto parte del gruppo azzurro per 4 anni, l'Italia  un obiettivo di tutti i giocatori: ora aspettiamo la Nations League". RIPRODUZIONE RISERVATA

