McTominay: "Non so se torno dopo la sosta" Vergara si candida.
Verso il big match.
antonio giordano.
di antonio giordano.
 napoli Il tempo vola via e per breve che sia, sembrer infinito: Scott McTominay  costretto a fermarsi, intervento indispensabile per una "lieve aritmia benigna", e sar un mese (o qualcosina in pi) interminabile che per Scott affronter con la serenit mostrata al Gal del calcio: "Era un'operazione prevista, ne avevamo parlato con il club ma non si dovr aspettare molto tempo prima del mio ritorno, voglio solo guarire e prendermi cura di me stesso per poi avere una grande spinta verso il resto della stagione. Non so quando torno, se potr farlo subito dopo la sosta". Verranno giorni senz'altro migliori e McTominay vorr attraversarli a modo suo, con un allenatore "un grande, che ha vinto tanto, perch Allegri  un vincente", con l'energia che gli arriva dai voti dei colleghi "serata speciale,  bello ricevere la loro considerazione" e con quel tarlo del rinnovo che resta l: "Non ne abbiamo parlato, non  una cosa importante, non so se rinnover, nel calcio i contratti vanno e vengono". Tocca ad Antonio? E dunque, la necessit aguzza l'ingegno: e, piaccia o no, stavolta si sfila ai margini dell'emergenza, forse ci si sta persino dentro, e non  per nulla comodo. Mancano i centrali difensivi - Buongiorno e Marianucci per un bel po', aspettando Biadiashile - McTominay si  dovuto arrendere e l'antiviglia sa di esperimenti e di riflessioni, sa di rotazioni, perch in quattro giorni ci saranno l'Inter e l'Arsenal e bisogner inventarsi soluzioni che lascino freschi il corpo e pure l'anima. E' un'altra vita, adesso, si salgono e si scendono scaloni, si entra in una dimensione diversa e assai pi dispendiosa, e in quelle 96 ore che andranno da Milano al Maradona, da Chivu ad Arteta, sar necessario orientarsi con il cronometro in mano ma pure con il contachilometri e immaginarsi che Antonio Vergara ha minuti a disposizione e anche forza per scattare a ripetizione. Ci sono ipotesi che emergono e spariscono, e poi c' lui, che a Marassi ci ha messo del suo - vole per lanciare De Bruyne e poi a seguire contropiede in scia per chiuderla con il secondo gol - e che dunque diventa un candidato: pu essere esterno, pu stare semmai un po' pi centrale alle spalle di Hojlund, pu servire eventualmente a partita in corso, modello-Genoa, quando entr al minuto 67 ed all'86' gi correva incontro alla panchina per abbracciarsela tutta con la gioia di chi sa di aver sistemato il timbro sulla nottata. Un duro Vergara  quello che al Chelsea, al debutto da titolare al Maradona in Champions League, gliela fece sotto al naso, con veronica e ricamino per l'1-1 momentaneo e poi comunque inutile. Vergara  lo scugnizzo che alla prima dall'inizio, in casa sua, con la Fiorentina, indirizz la sfida e ci mise l'autografo. E Vergara  un fanciullo che nei sogni ci sta benissimo e per lui il Meazza  un colosso da affrontare senza paura e silenziosamente pu proporsi. Due giorni dalla sfida tra le elette dell'ultimo quadriennio, ed  lecito sospettare che una possibilit in questa Inter-Napoli possa esserci per Vergara, aspettando McTominay. RIPRODUZIONE RISERVATA.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
