Clooney, show e rabbia:"Negli Usa i peggiori al potere".
mostra di venezia.
emanuele bigi.
di emanuele bigi.
 Scherza con i fotografi, parla di politica e cambiamento climatico, sale sul palco accolto da una standing ovation. George Clooney  la vera star di questa edizione della Mostra di Venezia: ieri sera ha ricevuto dalle mani della collega Laura Dern il Leone d'oro alla carriera. Occasione per riflettere sul presente ("Vivia-mo in un periodo in cui ci dicono che dovremmo avere paura gli uni degli altri, ma non  cos; l'arte non ferma le guerre per  un antidoto contro la paura") e riconoscimento che suggella un rapporto speciale tra l'attore e regista e la citt diventata centrale nella sua vita professionale e privata. Nel 2005, proprio alla Mostra, Clooney present l'opera prima Good Night, and Good Luck , mentre nel 2014 ha sposato Amal Alamuddin, con la quale ha avuto due gemelli. Con la famiglia le priorit sono per cambiate: "Ho due bambini di nove anni e non far pi il regista perch voglio trascorrere del tempo con loro. Continuer comunque a recitare". Dall'amore per Venezia e la famiglia il suo sguardo si sposta sull'amara realt che stanno vivendo gli Stati Uniti. "Oggi ci troviamo in una situazione in cui il mio Paese  guidato da persone poco capaci - dichiara l'attore senza pronunciare mai il nome di Trump -. A novembre ci saranno le elezioni di midterm.
 e sar il momento di tirare.
le somme. Se tutto andr bene, torneremo a una situazione.
di maggiore normalit". Poi affonda il coltello. "Viviamo in una "kakistocrazia", termine che indica letteralmente il "governo dei peggiori"", e punta il dito contro il clima politico odierno: "L'idea che la crudelt sia diventata parte dell'intratteni-mento del momento  difficile da accettare. Ma supereremo anche questa fase". Il giudizio sul presente dell'attore  duro, pur lasciando trasparire un velo di ottimismo verso il futuro.
Il giudizio critico poi si allarga all'intelligenza artificiale. "Avr un ruolo importante nel cinema, da certi punti di vista, ci dannegger: tante persone perderanno il lavoro e siamo solo all'inizio". Una rivolu-zione che rende sempre pi fragile il confine tra realt e finzione. "Ho visto video in cui comparivo, ma non ero io. Ci sono storie in cui ti mettono in bocca parole che non hai mai detto. Sar sempre pi difficile capire che cosa  vero, soprat-tutto per i giornalisti". E, per giunta, il tempo passa: "Ho 65 anni e tutto  malinconico. Ti lavi i denti e dici a te stesso:
"Oh, i miei denti non sono pi bianchi come prima"". RIPRODUZIONE RISERVATA.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
