Una coerenza sincera e assoluta.
Tonio DellOlio, presidente della Pro Civitate Christiana di Assisi.

Nellaprile 2014, alluscita dellautobiografia di Giovanni Franzoni,
don Tonio DellOlio scrisse alcune riflessioni per la rivista Rocca
che ha pensato di riproporre oggi, perch  come scrive  allindomani
della sua morte appaiono ancor pi efficaci e sincere.

Sono risalito in superficie da
pochi minuti. Col sottomarino
di un libro: Giovanni
Franzoni, Autobiografia di un
cattolico marginale, Rubbettino
Editore, sono rimasto per un po
immerso nelle acque di una vita
intensa come quella di Franzoni
per comprendere un pezzo
importante della storia di questo
Paese e della chiesa italiana.
Un periscopio sorprendente,
quello dellex abate di San
Paolo fuori le mura, che permette
di spaziare al largo con
lo sguardo restando nellutero
di una storia che ai pi  sconosciuta.
Tutta intessuta di una
coerenza sincera e assoluta che
non ha mai ceduto al compromesso.
Fino a pagare il prezzo
salatissimo del silenzio imposto
con autorit, del rigetto e
dellemarginazione.
Un percorso di vita che ha visto
confrontarsi senza soluzione
di continuit la parola potere
da una parte brandita come sostantivo
assoluto ed esercitata
talvolta con arroganza e dallaltra
coniugata come verbo, ossia
come filo tenue con cui cucire
una storia altra. Il primo preoccupato
pressoch esclusivamente
di autoconservarsi e il secondo
teso al cambiamento. Luno
spaventato dal vento che scuote
privilegi e garanzie e laltro
pronto a cercare strade nuove
per vivere con radicalit la scelta
evangelica di una comunit:
stare dalla parte degli ultimi.
Perch si pu dissentire da talune
prese di posizione e da alcuni
degli atteggiamenti adottati,
ma non si pu fare a meno di
riconoscere la coerenza assoluta,
lintelligenza politica e la
passione che porta a rischiare il
nuovo. Franzoni e la Comunit
di base di San Paolo hanno
precorso i tempi, hanno vissuto
una profezia del quotidiano
che non poteva essere compresa
e tantomeno accolta da chi
vive fiutando la convenienza e
lopportunismo, n da chi adotta
lipocrisia come bussola dei
propri comportamenti.
Ernesto Balducci diceva che
troppi ragionieri mangiano il
pane intriso del sudore dei profeti
 e forse il mondo dei ragionieri
non ha ancora cominciato
ad assaporare il pane sfornato
in tutti questi anni dallesperienza
di Giovanni Franzoni.
Anche se, oggi, il magistero dei
segni inaugurato da papa Bergoglio
comincia a diradare qualche
nube e a consentire un altro
sguardo su quelle scelte coraggiose
e incomprese. A guardare
quella storia con il giudizio
delloggi ci si pu arrischiare ad
affermare che sia mancato non
tanto lesercizio della misericordia
che ha condannato un benedettino
alla riduzione allo stato
laicale e una comunit a una
sorta di clandestinit ecclesiale,
quanto piuttosto larte del dialogo
che avrebbe permesso un
ascolto adulto senza ipocrisie e pregiudizi.
Molte delle questioni che vengono
dettagliatamente narrate
nel libro e che hanno portato
Franzoni e altri a essere definiti
cattolici del dissenso o cattocomunisti
sono ormai superate
dalla storia, i giovani non comprendono
o non credono che
possano mai essere esistite tali
contrapposizioni. Alcuni temi
sono oggi dibattuti nelle aule di
teologia o nel cuore della Chiesa
cattolica.
Dalla lente consunta di questo
periscopio intravedo una riva
non distante il cui approdo
dar ragione di rotte che alcuni
non vedevano segnate nelle
loro carte nautiche e che altri
hanno solcato con pi coraggio.
Amaramente ci ritroveremo
forse a considerare che ci si
poteva arrivare prima e insieme.
Chiss! Per ora  importante
cominciare a riconoscere che se
ormeggeremo in nuovi porti lo
dobbiamo anche allardimento
di chi non si  accontentato di
seguire i manuali della navigazione
sicura e ha voluto obbedire al mare.


