Protagonista delle lotte per il cambiamento.
Noi siamo Chiesa.

Noi siamo Chiesa, la sezione italiana del movimento internazionale
We Are Church per la riforma della Chiesa cattolica, sottolinea
in questo messaggio come Franzoni si scontr con la pesantezza
del sistema ecclesiastico che resisteva ai tentativi di cambiamento.

Il nostro fratello e padre Giovanni
Franzoni, a 88 anni, 
andato in paradiso questa mattina,
13 luglio, dopo una vita
densa di fede nellEvangelo e di
opere. Giovane abate dellabbazia
benedettina di san Paolo a
Roma, ha cercato di dare attuazione
al nuovo corso della Chiesa
cattolica dopo il Concilio Vaticano
Secondo, a cui aveva partecipato.
Si scontr per con la pesantezza
del sistema ecclesiastico che
resisteva al cambiamento. Negli
anni Settanta del secolo scorso
la sua forzata separazione dalle
strutture canoniche ha coinciso
con un suo accresciuto impegno
perch la comunit dei credenti
fosse sempre pi fondata sulla
centralit della Parola di Dio,
sul protagonismo dei suoi membri
e su un rapporto laico con le
istituzioni e con la societ civile.
Franzoni ha cos partecipato
da protagonista ai vari percorsi
che nella Chiesa si sono impegnati
per il rinnovamento del
modo di vivere lEvangelo, dal
movimento delle Comunit cristiane
di base ai Cristiani per
il socialismo, fino alla Teologia
della liberazione. In particolare,
 stato il fondatore e lanimatore
fino ad oggi della Comunit
di base di san Paolo a Roma. La
sua libert ed indipendenza di
giudizio si sono manifestate, in
particolare, quando si  espresso,
in modo molto argomentato,
contro la canonizzazione di
papa Wojtyla, facendosi portavoce
di unopinione diffusa ma
senza risonanza mediatica.
I difficili rapporti tra Franzoni
e la sua abbazia di un tempo si
sono normalizzati quando il 10
ottobre dellanno scorso lattuale
abate di San Paolo, dom
Roberto Dotta, e il cardinale
James Michael Harvey, arciprete
della basilica ostiense, hanno
visitato la sede della Cdb di S.
Paolo, ascoltando informazioni
sulle opere sociali che vi sono
svolte e leggendo insieme brani
della prima lettera ai Corinzi
(12, 4-14, 26-27) dove si dice
che vi  diversit di doni, ma
vi  un medesimo Spirito. Vi 
diversit di ministeri, ma non
v che un medesimo Signore.
Questo incontro non ha per
significato una piena riabilitazione
di Giovanni da parte
delle massime autorit della
Chiesa, come era stato ripetutamente
richiesto.
Giovanni ha sopportato, con
cristiana pazienza e con laiuto
dei membri della sua comunit,
la perdita della vista negli ultimi
anni, fatto che gli ha reso faticosa
una maggiore partecipazione
ai fermenti che si muovono ora
nella Chiesa con papa Francesco.
Tutte e tutti di Noi Siamo Chiesa
partecipiamo con grande emozione,
amicizia e preghiera alla
salita al Padre di Giovanni.
